⏱️ 3:50 MINUTI DI LETTURA


Prima o poi tutti nella vita, da quando abbiamo accesso a internet o per meglio dire a Google, abbiamo passato qualche minuto in rete a cercare quanti tipi diversi di colore degli occhi possono esistere. E soprattutto quali sono i più rari o i più particolari. Abbiamo indagato sul colore degli occhi di Liz Taylor, o ci siamo incantati davanti a meravigliosi occhi azzurri di bambini appena nati.

Ebbene l’iride – così si chiama la parte colorata dell’occhio – è un tratto distintivo della nostra persona e addirittura un tratto che ci può identificare perché unica, come l’impronta digitale. Ma vediamo nello specifico perché l’iride è colorata.

DA COSA È DATO IL COLORE DEGLI OCCHI

Il colore degli occhi è determinato dalla quantità e dal TIPO di melanina presente nell’epitelio pigmentato (parte posteriore dell’iride), dalla composizione e dallo spessore dello stroma (sottile tessuto connettivo nella parte anteriore dell’iride), e dalla densità cellulare di quest’ultimo (caratteristica importante soprattutto per le persone con gli occhi chiari).

La melanina è lo stesso pigmento responsabile anche del colore della pelle, del colore dei capelli e delle lentiggini sul viso.

In base alla quantità prodotta di questa sostanza, l’occhio assume uno spettro di colori abbastanza ampio: dall’azzurro al nero.  Ma cosa determina la quantità di melanina negli occhi? Niente di più “facile”: la genetica. Essa codifica l’ordine di quanta melanina cedere all’iride. Più melanina si avrà negli occhi e più questi saranno scuri.

La melanina consiste solo nei colori giallo, marrone, rosso e nero e si suddividono in:

occhio, iride e melanina

E GLI OCCHI AZZURRI DA DOVE ARRIVANO?

Nell’occhio non è presente il pigmento blu o verde. Gli occhi che presentano una grande quantità di melanina sono in grado di assorbire più luce e disperderne poca, mettendo in risalto il colore marrone. Quando invece è presente poca melanina nell’iride, il quantitativo di luce che viene assorbita è minore, quindi l’iride ne disperde e riflette una maggiore quantità.  Questo fenomeno, che va a scomporre la luce assorbendo più facilmente le onde a bassa frequenza (luce rossa) e riflettendo le onde ad alta frequenza (luce azzurra e verde) è definito effetto RAYLEIGH ed è lo stesso motivo che ci permette di vedere azzurro il cielo.

I BAMBINI NASCONO CON GLI OCCHI CHIARI

Quando nasce un bambino i suoi occhi sono di solito azzurri (ad eccezione dei neonati dalla carnagione scura che al momento della nascita hanno già occhi scuri) perché il suo corpo non ha ancora cominciato a produrre melanina per definirne il colore. Il processo di pigmentazione dell’occhio richiede almeno 6 mesi per definire sfumatura ma comunque il colore sarà definitivo solo verso i 3 anni.

La definizione del colore dell’occhio non è comunque una cosa molto semplice e dipende da 150 geni che ne influenzano il colore. Alcuni geni svolgono un’azione importante mentre altri portano un piccolo contributo. Attualmente vi sono tre geni associati al colore degli occhi e sono EYCL1, EYCL2, EYCL3 responsabili dei tre principali fenotipi del colore degli occhi marroni, verdi e azzurri.

DI CHE COLORE SONO I TUOI OCCHI?

MARRONE

In questa categoria rientra più della metà della popolazione mondiale, considerando dal marrone più chiaro al marrone più scuro. Questi sono più ricchi di melanina nello stroma (parte anteriore della retina) e sono in grado di assorbire anche la luce a lunghezza d’onda corta. È il colore dominante nell’uomo e quello che naturalmente ci appartiene.

AZZURRO // BLU

Sono glaciali e imperscrutabili, sanno essere fulminanti e lasciarti di sasso. È il secondo colore più diffuso al mondo 8/10% della popolazione mondiale. Questa colorazione dipende da bassa densità dello stroma e carenza di melanina, presente soprattutto nella parte posteriore della retina. A causa di ciò le onde corte non vengono assorbite bensì riflesse. La maggior parte delle persone con gli occhi azzurri è di origine europea. Questo colore si definisce recessivo rispetto al marrone (dominante).

NERO

Sono occhi quasi completamente neri e ciò è dovuto da una sovraproduzione di melanina. Un occhio nero con assenza (totale o parziale) di iride è affetto da aniridia – una condizione molto rara. Questo colore è presente in asia orientale, sud est asiatico e fra gli aborigeni, in Africa, sud America e in molte zone del Medio Oriente. Solo l’1% della popolazione ha l’occhio quasi totalmente nero (Nb: il nero assoluto in natura non esiste!).

NOCCIOLA

Solo il 5/8% della popolazione ha questo colore che spazia tra il marrone chiaro al verde//oro scuro. È dato da una presenza di melanina inferiore rispetto al marrone ma superiore rispetto all’azzurro nella parte frontale dell’iride. In questi casi può essere che l’occhio appaia di colore ambrato vicino alla pupilla e verde più scuro verso la parte esterna. Questa tonalità è difficile da definire perché cambia parecchio a seconda di cosa si indossa o del tipo di illuminazione.

AMBRA

sono bellissimi e tra i più rari al mondo. Li possiedono meno del 5% della popolazione mondiale dislocati soprattutto in Asia e Sud America. Spaziano tra una tonalità giallo oro e rame rossastra, a tinta unita e non sono presenti sfumature di marrone o verde. Ciò potrebbe essere dovuto alla deposizione di un pigmento giallo detto lipocroma nell’iride, tipicamente visibile nei lupi, gatti, gufi e aquile.

VERDE

Solo il 2 % della popolazione mondiale ha gli occhi di questo colore. È una particolare tonalità che va dal verde giada al verde oliva o addirittura al verde prato, comune in Irlanda e Scozia e nell’Asia Centrale. Negli occhi verdi la parte frontale dell’iride contiene pochissima melanina del tipo feomelanina. L’effetto della scomposizione della luce che abbiamo spiegato sopra va a mischiare la pigmentazione azzurra con quella giallastra ottenendo appunto il VERDE. Lo sapevi che gli occhi verdi sono più comuni tra le donne che tra gli uomini?

GRIGIO

Questa sfumatura simile all’azzurro ha scarsissima pigmentazione al suo interno ma contiene appena più melanina rispetto alla variante più chiara. Inoltre, è presente più collagene che aiuta alla luce a disperdersi facendo apparire gli occhi grigi. Molto comune nell’Europa orientale.

ROSSO

Nella quasi totalità dei casi si accompagna ad una condizione di albinismo e cioè una mancanza totale di melanina nell’iride e nel corpo. In pratica l’occhio è quasi trasparente e il rosso (o il rosa) è dato dalla presenza di vasi sanguigni sulla superficie dell’iride. Chi ha gli occhi rossi è più portato ad avere problemi alla vista.

VIOLA

Sono gli occhi di Liz Taylor. Una gradazione del blu che spazia verso il grigio producendo questo effetto meraviglioso che si può notare soprattutto se aiutata o enfatizzata magari attraverso il trucco o le luci. Questo colore lo possiamo ritrovare in una persona albina con danni causati all’iride dalla luce del sole. In questo caso l’azzurro e il rosso si fondono creando questo colore così particolare.

OCCHI MULTICOLORE 🌈

È possibile avere gli occhi di colore diversi? Sì, e questa condizione si chiama ETEROCROMIA ed è una anomalia a causa della quale una persona possiede le iridi di colore diverso. Può capitare che una iride sia di un colore differente dall’altra e si definisce eterocromia completa. Quando la stessa iride al suo interno presenta più colorazioni e si definisce settoriale o segmentale. In ultimo possiamo avere l’eterocromia centrale ossia, l’anello che circonda la pupilla è di un colore diverso rispetto all’anello limbare (il tratto più esterno dell’iride).

colori degli occhi

IL COLORE DEGLI OCCHI PUO’ CAMBIARE?

Bellissima domanda! La risposta è sì, può cambiare in maniera marginale e lo può fare in diversi momenti della vita. Primo evento tra tutti la nascita come già abbiamo spiegato. Inoltre, vi sono altri elementi che possono modificare il colore degli occhi. Vediamone alcuni:

Età: come già detto i bambini quando nascono hanno occhi chiari, e solo verso i 3 anni il colore si stabilizza. Ma anche con l’avanzare dell’età gli occhi possono schiarirsi esattamente come i capelli che diventano bianchi per una minore produzione di melanina.

Intensità della luce: in un ambiente con luce soffusa le nostre pupille saranno più dilatate facendo apparire l’iride leggermente più scura. Mentre all’aumentare della luce accade il contrario, la pupilla si restringe mettendo in risalto tutte le sfumature dell’iride.

Umore: Le nostre emozioni, come gioia, eccitazione, rabbia… possono influenzare la dilatazione o meno della pupilla. Inoltre, è scientificamente provato che il colore degli occhi appare più vivido e brillante quando siamo gioiosi e più scuro quando siamo tesi e arrabbiati.

Alimentazione: quando l’alimentazione è equilibrata e sana gli occhi appariranno più sani, e di conseguenza, più luminosi e con un colore più vivido. Facciamo caso anche a quando siamo malati: i nostri occhi lo sanno sottolineare benissimo.

Incidenti: essi possono modificare il colore dei nostri occhi inibendo la produzione e il deposito di melanina. Spesso può capitare che vi sia un parziale cambio colore dell’iride.

Trucco e Vestiti: anche il modo in cui ci vestiamo e trucchiamo influenza il colore degli occhi, andando a determinare qualche riflesso ed enfatizzando il colore naturale.

E se proprio vogliamo cambiare colore in maniera totale possiamo indossare lenti a contatti colorate e dai divertentissimi effetti, tonalizzanti, coprenti o particolari (perfette per Halloween). Esistono sia graduate, per coloro che devono correggere qualche difetto della vista, sia neutre per chi di problemi non ne ha oppure per chi indossa insieme a questo tipo di lenti anche gli occhiali.

I nostri occhi sono belli così come madre natura ce li ha concessi, quello che realmente conta è che ce ne prendiamo cura in ogni condizione. Tu che colore degli occhi hai? Mandaci una foto a info@stiloptic.com , le più particolari le pubblicheremo su Facebook!

Consulta il nostro blog e rimani sempre aggiornato sulle ultime novità!

⏱️ 4:50 MINUTI DI LETTURA


L’occhio è un organo meraviglioso, ed è anche insieme al cervello uno tra i più complessi del corpo umano. Esso è in grado di regalarci la percezione del mondo esterno in termini di colori, profondità e movimento attraverso la luce.

La vista è forse tra i 5 sensi quello più importante. Su di essa basiamo le nostre azioni e reazioni. Inoltre, le aree del cervello deputate alla elaborazione di immagini, sono molto più ampie rispetto a quelle riservate agli altri quattro sensi.

È un organo molto delicato ed è importante imparare come e quando prendersene cura fin da piccoli.

Partiamo dall’inizio. Quando un bambino nasce, è quasi cieco, vede solo qualche ombra, ma nulla di più. Col passare delle settimane il senso della vista si definisce sempre di più permettendo al bambino di realizzare il mondo esterno nelle sue forme e figure. Verso gli 8 mesi avrà acquisito il pieno controllo dei muscoli che muovono gli occhi. E solo dopo i 3 anni sarà in grado di riconoscere l’intera gamma di colori.

Vediamo nello specifico la struttura dell’occhio umano.

L’occhio ha sede nella cavità orbitaria che ha la funzione di contenerlo e proteggerlo. L’occhio, chiamato anche bulbo oculare è formato da tre tonache concentriche:

  1. La più esterna tra le tre si chiama tonaca esterna (fibrosa) funge da attacco per i muscoli estrinseci ed è formata dalla cornea (sesto anteriore) e dalla sclera (cinque sesti posteriori).
  2. Tonaca media o uvea (vascolare) fornisce nutrimento a tutte le strutture facenti parte dell’occhio ed è costituita da coroide, corpo ciliare e iride.
  3. Tonaca interna (nervosa) formata dalla retina.

struttura dell'occhio e la retina

LA SCLERA

È l’organo preposto alla protezione e sostegno dell’occhio. Lo sostiene perché permette l’inserzione dei muscoli che controllano il movimento oculare. È una membrana molto resistente e si compone di una fitta rete di collagene in grado di reagire alle sollecitazioni meccaniche esterne e fungendo anche da protezione. La sclera ha un colorito bianco esternamente mentre la sua struttura interna è bruna in quanto vi aderisce parte del tessuto pigmentato della lamina sovra coroidea. Nel bambino la sclera ha un colorito bluastro perché tale membrana è più sottile e lascia intravedere la parte sottostante altamente vascolarizzata, mentre nell’adulto tende ad essere giallastro (per fattori diversi).

LA CORNEA

È la parte anteriore dell’occhio ed è una struttura trasparente priva di vasi sanguigni. Ricopre l’iride, la pupilla e la camera anteriore. Insieme al cristallino, che è una lente biconvessa situata tra iride e corpo vitreo, la cornea ha la funzione di permettere il passaggio della luce verso la parte interna del bulbo oculare. Essa fornisce circa i due terzi della potenza ottica totale dell’occhio. La sua capacità di convergenza è fissa a differenza del cristallino che varia la sua curvatura per la messa a fuoco delle immagini, grazie ai muscoli ciliari. Questa struttura è densamente innervata e sensibile a tutti gli stimoli esterni, infatti un lieve tocco o soffio provoca il riflesso involontario di chiusura delle palpebre.

LA MEMBRANA COROIDEA

È costituita da vasi sanguigni che provvedono agli scambi metabolici fornendo ossigeno e sostanze nutritive ai tessuti a tutta la struttura oculare. Ha origine vicino al nervo ottico e si estende in avanti. Svolge una funzione ottica molto importante: assorbe i raggi luminosi che raggiungono la parte posteriore dell’occhio impedendo che questi ultimi riflettano sulla superficie sclerale.

L’IRIDE

Semplice da riconoscere perché definisce il colore degli occhi. È una membrana sottile visibile attraverso la cornea. L’iride si divide in due parti: il margine ciliare, quello periferico e il margine pupillare che abbraccia la pupilla. La funzione principale dell’iride è quella di regolare la quantità di luce che penetra all’interno dell’occhio, agendo sul diametro della pupilla facendola allargare o restringere a seconda del grado di luminosità. La pupilla è un foro nero situato al centro dell’iride e ha un diametro variabile a seconda dell’intensità della luce. In caso di scarsa luce (per esempio di notte o al buio) il muscolo dilatatore dell’iride stimola l’apertura della pupilla (midriasi) per far entrare una maggiore quantità di luce. Invece quando l’ambiente è troppo luminoso la pupilla si restringe (miosi) limitando l’ingresso alla luce migliorando la visione. Nota bene, quando questo avviene noi non ce ne accorgiamo perché trattasi di un riflesso involontario.

LO SAPEVI CHE: le sfumature cromatiche e le cripte dell’iride sono alla stregua delle impronte digitali, identificative. Non a caso vi sono riconoscimenti elettronici legati alle impronte digitali e legati anche alle caratteristiche dell’occhio.

IL CORPO CILIARE

Posto dietro l’iride è rivestito per la parte interna da una porzione di retina “cieca” perché senza fotorecettori (e quindi non partecipa alla visione). È un anello concentrico che aderisce alla sclera ed è la struttura specializzata per la produzione di umore acqueo e per l’inserzione di filamenti che aderiscono poi al cristallino. Nel corpo ciliare sono presenti anche fibre muscolari che grazie alla loro contrazione e al loro rilassamento modificano la curvatura del cristallino dando vita al processo di accomodazione visiva.

LA RETINA

È di natura nervosa e si suddivide tra retina posteriore che rimane a contatto con la coroide e retina anteriore a contatto con il corpo ciliare e la retina. Si estende fino al punto emergente del nervo ottico ed è costituita da dieci strati di cellule nervose contenenti i fotorecettori deputati alla funzione visiva. I fotorecettori si suddividono in bastoncelli che contengono un unico tipo di pigmento e consentono la visione in bianco e nero e sono concentrati nella zona periferiche della retina, e in coni che servono per la visione distinta dei colori. Questi ultimi risiedono nella zona centrale della macula chiamata fovea centrale ed è il luogo di massima acuità visiva. I fotorecettori trasformano lo stimolo luminoso in stimolo elettrico e provvedono alla trasmissione di quest’ultimo fino all’encefalo attraverso il nervo ottico.

IL NERVO OTTICO

È simile ad un cavo elettrico costituito da tanti fili ognuno protetto da mielina. Esso trasmette al cervello gli impulsi nervosi generatisi a livello della retina. Il suo decorso è distinto in quattro parti: intrabulbare, intraorbitaria, intracanalicolare, intracranica. Il nervo ottico lascia l’orbita attraverso il canale ottico raggiungendo il chiasma ottico. Dopodiché le fibre nervose decorrono nel tratto ottico e giungono al corpo genicolato superiore situato sulla parte posteriore del Talamo. Da questo punto le fibre nervose si estendono attraverso le diverse aree del cervello, tra cui il lobo parietale, temporale e occipitale. La sua lunghezza solitamente è di circa 5 cm. Grazie a questa lunghezza gli occhi hanno la possibilità di muoversi liberamente. Questo nervo produce tutti i tipi di informazioni visive, come luminosità, percezione del colore etc…

Quanto sia complessa questa parte del nostro corpo lo abbiamo capito fin dalle prime righe, rimane il fatto che è proprio grazie a questo meraviglioso organo che vediamo e percepiamo il monto intorno così come è realmente. Colori, oscurità, ombre e riflessi sono tutti elementi che creano emozioni e sensazioni. L’occhio, apparentemente piccolo ma in grado di donare immagini e informazioni che si trasformano in ricordi da conservare per tutta la vita.

Consulta il nostro blog e rimani sempre aggiornato sulle ultime novità!

occhio e visone

⏱️ 5:00 MINUTI DI LETTURA


In questo blog ci concentriamo sul meraviglioso lavoro svolto da chi di occhi e occhiali se ne intende, ovvero i specialisti della vista. Vogliamo omaggiare tutti coloro che hanno studiato e che continuano a contribuire fornendo soluzioni visive pratiche e sicure per tutti. Sono oculisti, ortottisti, optometristi e ottici.

Quello che renderemo chiaro è a chi bisogna rivolgersi in base alle necessità. Per ogni situazione ci sono figure specifiche che NON devono essere confuse o credute sostituibili per formazione, esperienza e strumenti utilizzati.

Soprattutto, è importante sapere a chi rivolgersi dopo una visita oculistica, una volta definiti i parametri visivi a cui fare riferimento. Non è MAI sufficiente essere solo un venditore di occhiali per consigliare ed assistere i clienti in un negozio di ottica. Bisogna prima di tutto conoscere la materia, averla studiata e aver fatto tanta esperienza per identificare, tra i diversi disturbi visivi che una persona può avere, la soluzione migliore. E ciò cambia da persona a persona a seconda dell’età e delle abitudini. Insomma, è importante affidarsi ad un specialista che, conoscendo molto bene questi aspetti, sia in grado di percepire il risultato finale.

Vediamo ora nello specifico le diverse figure professionali.

OCULISTA

È il medico degli occhi. È un professionista laureato in Medicina e Chirurgia con abilitazione e attestato di specializzazione in oculistica. Si occupa di quegli aspetti legati a prevenzione, diagnosi e trattamento sia medico che chirurgico di patologie del sistema visivo e annessi, della correzione di vizi refrattivi, strabismo e motilità oculare, glaucomi e malattie neurologiche legate sempre alla vista, sia nell’età infantile che adulta. Si definisce anche OFTALMOLOGO e conosce qual è l’impatto dei diversi farmaci assunti sul sistema visivo e gli effetti collaterali che ne possono derivare. È la figura abilitata ad eseguire profilassi e diagnosi di malattie, redazione di referto medico e prescrizione su apposita ricetta medica oculistica delle lenti per occhiali, lenti a contatto, colliri e riabilitazione visiva.

ORTOTTISTA

Definito come professionista sanitario, braccio destro del medico oculista, laureato in ortottica e assistenza oftalmologica. Si occupa di riabilitazione visiva ed esecuzione di esami strumentali fondamentali nel corso della visita oculistica, fino all’assistenza del chirurgo oculista in sala operatoria. Non essendo un medico le diagnosi e le indicazioni farmacologiche non gli competono, ma collabora gomito a gomito con colui che ne tratta.

OPTOMETRISTA

È un professionista non-medico che ottiene tale qualifica dopo gli studi universitari di tre anni. È un esperto di rifrazione e conosce i meccanismi che strutturano la capacità visiva, intesa come focalizzazione e percezione di spazio e coordinamento tra i due occhi. Si occupa dell’analisi visiva, ne scopre i difetti, prescrive lenti per ogni tipo di ametropia e prismi. Svolge la sua attività nel campo dell’ottica fisiologica, individuando i parametri necessari per la scelta dello strumento più opportuno per consentire al paziente di ripristinare la normale capacità visiva. Non può in nessun caso prescrivere farmaci o emettere diagnosi.

OTTICO

Si diventa ottici dopo cinque anni di studio in un istituto professionale superiore o per chi avesse già conseguito il diploma frequentando un corso dalla durata biennale con abilitazione finale. L’ottico si occupa della progettazione, realizzazione e/o vendita al cliente finale di occhiali, lenti e lenti a contatto in base alle singole esigenze del cliente, definite dal medico oculista. L’ottico aiuta nella scelta della montatura, ne regola il telaio per adattarlo al meglio al viso del paziente. Non può però prescrivere terapie mediche o farmacologiche per le patologie oculari e non può eseguire visite oculistiche.

L’ottico, così come l’optometrista, ha una conoscenza approfondita dei materiali utilizzati per la produzione di montature e lenti, ed è in grado di suggerire con cognizione di causa la scelta migliore in relazione al disturbo visivo che si deve risolvere. Inoltre, nel corso degli anni e con il formarsi della sua esperienza è in grado di intervenire per riparare o rimettere in forma le montature che per cause esterne (piccoli incidenti) si rompono o si stortano. Conosce le caratteristiche fondamentali da prendere in considerazione per ogni singolo cliente quando bisogna scegliere la montatura e quando vengono montate le lenti, calibrando bene tutti i parametri.

specialisti della vista_ottico_oculista

Quindi, grazie all’oculista e all’ortottista si individua il problema e si comprende come risolverlo (interventi chirurgici e riabilitazione), dopodiché con l’ottico e l’optometrista, grazie alla loro abilità operativa, si torna finalmente a vederci bene. Le variabili che l’ottico e l’ortottista devono esaminare per realizzare un occhiale finito sono veramente tante e tutte molto importanti, tanto da non poter essere lasciate al caso o essere elaborate in maniera approssimativa.

Facciamo qualche esempio pratico

Un ruolo importante lo giocano le aste che devono appoggiare bene sulla testa. Bisogna considerarne la lunghezza perché se troppo lunghe possono rendere instabile la montatura e sporgere all’esterno, e se troppo corte le lenti assumeranno poi un’inclinazione non ottimale. È fondamentale considerare la piegatura della parte terminale per evitare pressioni elevate che creerebbero fastidi e/o dolore. Il terminale dovrà avvolgere il padiglione auricolare o la curvatura della testa. Così agendo, la montatura risulta stabile e confortevole. In caso contrario l’occhiale tenderà a scivolare creando una situazione di grande stress nel lungo periodo. L’ottico e l’optometrista questi parametri li conoscono e li sanno gestire molto bene, ma bisogna essere preparati per poter procedere con la modellazione della montatura.

Poi c’è da valutare anche il ponte o naso, che è la parte centrale del frontale e stabilisce l’appoggio nasale della montatura. Ogni persona a seconda dell’importanza e della forma del naso dovrà curare questo aspetto prediligendo una misura piuttosto che un’altra. Ci sono anche altri parametri come l’angolo pantoscopico o il grado di avvolgimento della montatura che servono a dare la giusta inclinazione all’occhiale in modo che le lenti correttive mantengano, nei confronti del bulbo oculare, una equa distanza e permetta alle stesse di agire uniformemente.

Consiglio.

Quante cose da tenere in considerazione!? Ecco perché suggeriamo sempre di acquistare occhiali e/o altri dispositivi visivi in negozi con personale altamente qualificato, dove trovate SEMPRE un professionista a vostra disposizione.

Noi consigliamo a tutti di acquistare in negozi specializzati, e non in catene low cost che ti offrono sconti, omaggi, 3×2, e promozioni senza scadenza. Perché spesso ciò che ti scontano è la qualità sia dei materiali che dei servizi, ma soprattutto ciò che non paghi è la mancanza di formazione nel personale che ti segue. Facciamo un esempio pratico: il tuo medico di fiducia ti invita ad eseguire degli esercizi posturali ben precisi per risolvere il dolore acuto che hai alla schiena. Ti fideresti se ti seguisse la/il receptionist della palestra che hai scelto? O cercheresti di farti seguire da un fisioterapista o un istruttore qualificato?

In conclusione, lo diciamo ancora una volta, affidiamoci soltanto a chi di occhiali e lenti se ne intende. Anche perché molto spesso anche all’interno di negozi altamente specializzati ci sono promozioni e offerte create su misura per il cliente, con la sicurezza in più di essere seguiti da una squadra di professionisti in grado, non soltanto di consigliare, ma anche di intervenire nel momento del bisogno.

Ora che tutto è più chiaro, siamo noi a scegliere da che parte stare per la salute dei nostri occhi.

Consulta il nostro blog e rimani sempre aggiornato sulle ultime novità!

specialisti della vista_optometrista

⏱️ 4:10 MINUTI DI LETTURA


L’estate è arrivata, e con essa anche la voglia di vacanza e di relax. Ci sentiamo subito pronti per una nuova avventura al mare o in montagna, in piscina oppure al lago.

MA OCCHIO AGLI OCCHI!

Non perdiamo di vista (appunto😉) tutti i piccoli trucchi e rimedi per vivere la vacanza appieno e liberi da eventuali fastidi.

Come affrontato nei blog precedenti, spesso siamo abituati a proteggere la nostra pelle con creme o indossando indumenti appropriati, nascondiamo la testa sotto al cappellino e ci mettiamo in sicurezza durante le varie attività sportive utilizzando le adeguate attrezzature. Sempre più spesso indossiamo occhiali da sole per difenderci dai dannosi raggi UV. In questo blog vogliamo descrivere quelli che sono i piccoli inconvenienti legati agli occhi che si possono verificare mentre siamo in vacanza e che possono, nella maggior parte dei casi, risolversi con veloci accorgimenti e facili soluzioni alternative.

Pronti? Via! Ecco cosa mettere in valigia✈:

Ora siamo veramente pronti per goderci questa estate, al mare, in montagna, a casa o in piscina. Divertiamoci sempre in sicurezza! Buone Vacanze😉

Consulta il nostro blog e rimani sempre aggiornato sulle ultime novità!

⏱️ 4:10 MINUTI DI LETTURA


Abbiamo già parlato in due blog precedenti di quanto sia importante proteggere gli occhi dai raggi nocivi del sole. Fin da piccoli utilizzare un occhiale da sole con lenti certificate è l’arma migliore che abbiamo perché i nostri occhi non vengano danneggiati dai raggi del sole.

Ora però affrontiamo un altro argomento: i danni agli occhi provocati dall’esposizione ai raggi nocivi UV. Tutti sappiamo che una prolungata esposizione al sole porta sulla pelle danni immediatamente percepibili come scottature fastidiose, e nel lungo periodo macchie e invecchiamento cutaneo precoce (eh già, la pelle abbronzata è bella da sfoggiare, ma col tempo, la pelle che ha preso molto sole invecchia più velocemente, mostrando rughe più profonde). Per gli occhi questo discorso vale a metà.

I danni che si rischiano nella maggior parte dei casi non si manifestano subito in maniera evidente, bensì bisogna attendere anni prima di accorgersi del danno creato. Questo perché l’occhio non è in grado di riconoscere i raggi UV come dannosi e quindi non è in grado di attivare alcun meccanismo di difesa, mentre la pelle esposta ai raggi del sole si attiva abbronzandosi e scurendosi (aumento della produzione di melanina – questo meccanismo di difesa però NON è sufficiente da solo).

Comunque, è sempre necessario proteggere noi stessi dai raggi UV in quanto i danni che ne derivano sono ingenti e possono portare allo sviluppo di forme tumorali.

COME FUNZIONA L’OCCHIO NELLA TRASMISSIONE DEGLI IMPULSI

È importante capire come funzionano i nostri organi della vista per comprendere al meglio come averne la massima cura.

Le PALPEBRE proteggono da corpi esterni, dal vento e dalla luce e offrono la primissima protezione all’occhio stesso. La luce entra nell’occhio attraverso la CORNEA. Dopodiché i muscoli presenti nelle IRIDI, si attivano per permettere alla PUPILLA di aprirsi e chiudersi a seconda dell’intensità della luce. Si apre se la luce è poca o si restringe quando la luce si intensifica. Attraverso la pupilla la luce arriva al CRISTALLINO, che ha la funzione di mettere a fuoco le informazioni che riceve e di trasmettere il tutto alla RETINA. Su quest’ultima poi, i fotorecettori assorbono la luce trasmettendo impulsi al NERVO OTTICO che li veicola sino al CERVELLO, il quale trasforma questi impulsi in IMMAGINI.

Perché ciò avvenga correttamente tutti questi elementi devono, nel corso del tempo,  godere di buona salute.

efetti nocivi dei raggi UV per gli occhi, stileItaliano occhiali

QUALI SONO LE PATOLOGIE PRINCIPALI CAUSATE DAI RAGGI SOLARI

Una lunga esposizione ai raggi nocivi può portare in periodi più o meno brevi all’insorgenza di patologie più o meno invalidanti. Vediamo le più importanti e frequenti.

CONGIUNTIVITE: è una infiammazione della membrana trasparente che ricopre la parte bianca dell’occhio e la superficie interna delle palpebre. In questi casi i sintomi sono una forte lacrimazione, prurito, bruciore, arrossamento, sensazione di sabbiolina negli occhi e intolleranza verso le fonti di luce. Meno frequente ma altrettanto possibile per le palpebre rigonfiarsi ed avere piccole emorragie all’interno del bulbo oculare.

CATARATTA: perdita di trasparenza del cristallino con una riduzione progressiva del campo visivo e della capacità visiva generale. I principali sintomi sono annebbiamento della vista, difficoltà nel distinguere i colori, fatica a leggere, per poi ritrovare bruciore, e difficoltà di visione in condizioni di scarsa luminosità. Si interviene chirurgicamente solo quando si crea un problema serio alla vista.

RETINOPATIA SOLARE: di solito si verifica perché si guarda una eclissi solare con la protezione sbagliata. In questo caso le cellule della retina si deteriorano, portando alla riduzione della vista, alterazione dei colori e fotofobia (intolleranza alla luce). Curabile con antinfiammatori e colliri corticosteroidi.

MACULOPATIA DA SOLE: In questo caso viene colpita la MACULA, la zona più ricca di fotorecettori al centro della retina. A causa dell’esposizione al sole senza filtri adeguati si arriva ad una perdita parziale e permanente della capacità visiva centrale, provocando una sensazione di abbagliamento che si traduce in una macchia cieca centrale.

CHERATITE: colpisce la cornea, quindi la parte dell’occhio più esposta. Si formano delle piccole abrasioni che portano sensazione di sabbia negli occhi, dolore e sensibilità elevata alla luce. Può essere accompagnata da arrossamenti della congiuntiva e delle palpebre. Si cura con colliri antibiotico o corticosteroidi.

Queste patologie elencate, non sono solo attribuibili all’esposizione costante alla luce solare senza protezione, ma nascono (chi più o meno direttamente) dalla nostra noncuranza nei confronti della vista quando siamo all’aria aperta.

stile Italiano eyewear, occhiali da sole, protezione per tuoi occhi

TUTELA E PREVENZIONE SONO LE PAROLE CHIAVE

Che sia inverno o estate, che sia limpido il cielo o ricoperto di nuvole non importa: gli occhi vanno tutelati SEMPRE perché sono il primo strumento di valutazione sul mondo che ci circonda che abbiamo. Avere la vista danneggiata significa potenzialmente perdere molti stimoli e informazioni su tutto ciò che ci succede intorno, senza considerare la perdita seppur parziale di autonomia e sicurezza.

Ricordiamoci che stare al sole fa bene. Fa bene al fisico e fa bene alla mente, stimolando anche il sistema immunitario. Le precauzioni da prendere in considerazione sono veramente poche, e sono dunque fondamentali e da memorizzare:

  1. Indossare sempre gli occhiali da sole certificati e dotati di filtri anti UVA e UVB
  2. Indossare in caso, anche un cappellino con visiera per proteggersi maggiormente dal riverbero dei raggi del sole soprattutto in spiaggia, sulla neve e sui ghiacciai.
  3. Utilizzare lacrime artificiali per mantenere l’occhio umido, combattendo così la secchezza oculare.
  4. E se proprio non si può fare a meno di prendere il sole sul viso (ricordati sempre una crema solare protettiva almeno a SPF-30) l’utilizzo di occhialini di plastica a mascherina saranno una scelta altrettanto valida (quelli che si usano durante le lampade nei centri estetici)
  5. Una dieta ricca di vitamine e sali minerali per rafforzare la vista (ricordiamo tra tutte la vitamina E, la Zeaxantina e la Luteina). Leggi il nostro Blog: “Cibo per gli occhi”.

Ci sono molti aspetti della vita quotidiana che possiamo controllare e altri che invece possono sfuggire al nostro controllo. Quando si tratta di prevenzione è tutto nelle nostre mani. Nessuna scusa, solo fatti. Proteggi la tua vista e quella dei tuoi cari indossando solamente occhiali realizzati con materiali di alta qualità e lenti certificate, sempre. Leggi il nostro Blog “Lenti da sole, proteggiti con Stile!”

Consulta il nostro blog e rimani sempre aggiornato sulle ultime novità!

Torna su
Seguici:

Cerca: