Cristoforo Colombo ha scoperto l’America per sbaglio, la scoperta stessa della penicillina avviene per una dimenticanza pura da parte di Fleming. La nascita dei post-it, icone gialle di ogni scrivania, e del gorgonzola derivano da un errore di formula. Persino la scarpetta di Cenerentola per un errore di traduzione della fiaba è diventata la scarpetta di cristallo (sicuramente un’immagine più fiabesca) ma in realtà era una scarpetta di pelliccia. E per citare l’ultimo tra i più potenti: #hhsdjk “Solo chi dorme non commette errori” (IKEA 2019).

Nella vita di una azienda, ma anche nella vita di ognuno, vi è una parte importante che diventa indispensabile vivere per la sopravvivenza, ma soprattutto per il miglioramento di sé. Imparare dal passato è fondamentale perché permette di non inciampare in situazioni simili ad altre già vissute, aiutando a colmare lacune e bisogni latenti. Insomma, ciò permette di evolvere. L’evoluzione deve essere costante e per alcuni tratti dirompente.

All’interno dell’azienda si prendono delle decisioni per potersi allineare a tendenze e richieste del mercato, e a volte per diverse cause, queste scelte si rivelano più problematiche del previsto. Alla luce di questi fatti anche noi di stileItaliano, regolarmente, ci sediamo al tavolo (l’amministrazione, i progettisti, il commerciale, il reparto marketing, i responsabili dell’area vendite e dell’area acquisti, il reparto confezionamento, la logistica e il nostro fiore all’occhiello, reparto controllo qualità) e condividiamo le nostre esperienze, sia positive che negative, per poter imparare qualcosa da esse.

Un esempio ancora vivo tra le mura della nostra azienda è l’introduzione del trattamento STS – soft touch sensation, che in poche parole è una lacca gommata applicata sull’occhiale rendendolo più aderente al viso e nello stesso tempo molto morbido. Nonostante l’opacizzazione dell’acetato prima della gommatura (per aumentarne l’aderenza e nello stesso tempo anche resistenza) si sono verificate alcune incongruenze.

Benché l’entusiasmo dei clienti fosse alto, la novità introdotta ha evidenziato alcune pecche, in quanto la lacca non era resistente abbastanza ai graffi e urti accidentali ricevuti dagli utilizzatori finali. Ci siamo resi conto che un foglio informativo dove si spiega semplicemente che la gommatura non è coperta da garanzia, non fosse sufficiente. Come ben capite non possiamo prenderci la responsabilità per l’idoneità all’uso, ma comprendiamo che da parte nostra avremmo potuto chiarire meglio i limiti di questo trattamento, sensibilizzando dapprima i nostri clienti i quali poi, a loro volta, avrebbero sensibilizzato gli utenti finali dandogli la possibilità di un acquisto molto più consapevole. Grazie a questa esperienza siamo diventati più cauti e attenti nella scelta delle materie prime e alle loro stesse finiture, concentrandoci sulla qualità e praticità di esse e non più focalizzandoci, a tutti i costi, sul lato innovativo, a volte sconosciuto e del quale non possiamo prevederne i limiti.

Qualità significa anche migliorare strada facendo. Nel corso dei primi anni e quindi delle prime montature abbiamo sostituito la cerniera flex con lo snodo singolo in alpaca con quella a doppio snodo in acciaio. Questo perché con la cerniera a snodo singolo volevamo offrire ai nostri clienti il confort della cerniera Flex mantenendo però un’asta sottile. Questa combinazione ha portato ad una resistenza limitata agli urti, soprattutto nel caso di montature per bambini, perché sottoposte ad una vivacità talvolta incontrollabile ☺. Ad ogni reclamo pervenuto abbiamo proposto sempre delle soluzioni in merito, cercando di risolvere tutte le richieste.

Sbagliando si impara. Nella nostra collezione attuale montiamo comunque aste sottili, ma utilizziamo una tecnologia avanzata e una componentistica molto più resistente (attenzione, non vuol dire indistruttibile, certe tecnologie devono confrontarsi comunque coi più piccoli, e a volte non solo). Ma almeno così abbiamo eliminato il 99% delle rotture della cerniera stessa.

Una volta è addirittura capitato che, inviando una newsletter ad un potenziale cliente, avessimo inserito nell’oggetto della mail una persona di riferimento sbagliata. Un errore che poteva portarci alla cancellazione delle nostre newsletter, e che invece ha incuriosito il destinatario il quale ci ha contattati e successivamente è diventato nostro cliente abituale.

Ci sono scelte che vengono fatte esaminando delle situazioni di disagio come quelle sopracitate, e scelte invece che vogliono dal nulla creare situazioni di agio come la nostra LIVE CHAT. Molti hanno valutato questo servizio utile ed efficace perché permette di avere una risposta immediata da un nostro operatore quando il cliente finale è in negozio (attualmente la LIVE CHAT vive un momento di criticità e problemi tecnici che stiamo risolvendo progettando un nuovo sito internet ?).

I momenti come questi mettono a dura prova la percezione dell’affidabilità dell’azienda e questo purtroppo può portare ad una perdita del cliente. Per fortuna nonostante le situazioni che hanno messo in difficoltà non solo noi ma soprattutto i clienti, abbiamo ricevuto da parte loro tanta comprensione, pazienza e una immancabile fiducia che ci ha permesso di reagire e trovare le soluzioni adatte a ogni esigenza.  

E proprio per questo vogliamo invitarvi ad inviarci i vostri feedback positivi e negativi, le vostre idee e suggerimenti, così che noi possiamo crescere e migliorare prodotto e servizio avvicinandoci sempre più a quello che il VOSTRO cliente richiede.

Impariamo dal nostro passato per migliorare il vostro futuro.

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Il Colore è un dono meraviglioso, perché dà un senso alla nostra esperienza visiva.

Senza la percezione di esso le nostre emozioni, i ricordi ed il vissuto avrebbero metà della potenza evocativa che invece riescono ad avere.

Le varie frequenze cromatiche definiscono il nostro umore molto più di quello che pensiamo.

Immagina di svegliarti in una mattina estiva con un cielo grigio e foriero di pioggia, potresti avvertire un po’ di dispiacere per non aver trovato il chiarore giallo del sole. Oppure, ancora semplicemente, quando ti senti col morale a terra e tendi ad indossare abiti dai colori neutri, come il nero e il grigio, a differenza di quanto invece il tuo morale migliori indossando il vestito più colorato che hai.

Si, i colori sono in grado di influenzare i nostri stati d’animo e sono in grado altresì di comunicare agli altri qualcosa di noi.

Questa potenzialità l’ha colta perfettamente ZEISS in collaborazione con l’università di Tübingen e IULM di Milano, portando alla luce la nuova collezione BioChrom. Una nuova generazione di lenti colorate, che offre molto di più rispetto la semplice “visione” (e cioè della nostra capacità di vedere), in grado addirittura di agire sul nostro stato psico-fisico.

In questo articolo vedremo come il Colore possa trasformarsi in uno strumento tecnologico in grado di intensificare le emozioni, di aumentare l’attività celebrale e le performance fisiche.

Ma come si misura la risposta del corpo e della mente?

Gli effetti dei diversi colori studiati vengono misurati utilizzando:

Il progetto BioChrom, sviluppato da ZEISS, individua 4 aree di differenti colori in grado di influenzare le diverse capacità cognitive e fisiche. Queste 4 aree sono identificate nei seguenti 4 colori:

 

Vediamo nello specifico quando e per quale scopo utilizzare le lenti colorate ZEISS.

BioChrom Refresh Lenti Blu

Indossando lenti di colore BLU si riattiva la mente dopo un periodo di relax e calma per esempio al mattino appena svegliati oppure dopo aver oziato durante una pausa. Inoltre, questa tinta è in grado di rivitalizzare mente e corpo dopo un’intensa attività, donando ristoro e un senso di freschezza. Questo colore è consigliato se si soffre di jet lag.

Quando indossare la lente BLU? Quando hai bisogno di un aiuto per ripartire ristorato e rigenerato. Gli studi condotti da ZEISS dimostrano come le lenti BioChrom Refresh Blue inducano corpo e mente ad un recupero più veloce ed una maggiore reattività dopo un periodo di relax.

BioChrom Relax Lenti Verdi

Tale colore è in grado di rilassare mente e corpo dopo una situazione impegnativa e riduce lo stress mentale, migliorando le capacità creative. Indossa lenti verdi quando la giornata è stata lunga e pesante vuoi concederti un po’ di riposo.

Consigliatissime anche prima di affrontare una sfida, perché aiutano a rilassarsi e a sciogliere ogni tensione. Le lenti BioChrom Relax aiutano a non pensare troppo e a non appesantire la mente.

BioChrom Focus Lenti Gialle

Ti sei mai trovato in una situazione in cui viene difficile concentrarsi e mantenere alta l’attenzione? Ora puoi aiutarti con le lenti BioChrom Focus Gialle. Attualmente, la soglia media di attenzione è calata a causa della massiccia esperienza digitale, che bombarda il cervello di migliaia di input in costante aggiornamento.

Il colore giallo può aiutarvi a mantenere un maggior livello di concentrazione, proteggendovi dall’inevitabile attacco di input derivati da un’intensa attività sui social media.

Questo ti porta ad aumentare la produttività sul lavoro, a migliorare la velocità di lettura e a raggiungere alti livelli di precisione e acume, per una migliore capacità decisionale.

BioChrom Boost Lenti Rosse

Hai mai desiderato di possedere tutta la confidenza ed energia necessaria per affrontare una sfida? Ti sei mai sentito invincibile?

Il colore rosso di queste lenti aiuta la tua mente ed il tuo corpo a raccogliere le energie necessarie per affrontare la sfida, permettendoti anche di migliorare i tuoi risultati. Indossa le lenti BioChrom Boost Red quando sei sotto pressione e hai bisogno di una marcia in più per preparare la tua mente e il tuo corpo ad eccellere!

Queste 4 macroaree presentano al proprio interno diverse intensità di colore, che ovviamente generano una risposta diversa, e cioè più è alta l’intensità del colore della lente e:

Invece il  grafico ci aiuta a comprendere anche quando è meglio utilizzarle.

In conclusione, Pablo Picasso sosteneva che “I colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni.” Con le lenti BioChrome Zeiss senza dubbio raggiunge una nuova frontiera, facendo in modo che siano proprio i colori a guidare le emozioni.

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Nell’ultimo blog su “Quando serve la visita oculistica del bambino” ci siamo salutati anticipando l’argomento di questo articolo… LA LUCE BLU!

Che cos’è? Perché proteggersi da questo nuovo fenomeno? C’è veramente da temere?

La Luce Blu costituisce una parte della luce visibile e la sua fonte può essere naturale, proveniente dal sole oppure artificiale, prodotta dai vari dispositivi elettronici. Il motivo che la rende così pericolosa è che penetra il cristallino raggiungendo e danneggiando la retina.

Ad oggi l’esperienza generale legata alla dannosità della luce blu è limitata, in quanto da pochi decenni si è creato inquinamento visivo così forte. Se fino a trent’anni fa l’esposizione alla Luce Blu avveniva per tempi naturali legati al ciclo alba-tramonto/sonno-veglia, oggi siamo letteralmente circondati da strumenti che utilizzano queste nuove sorgenti luminose (per citarne alcune: smartphone, schermi LED, lampadine a risparmio energetico, tablet, TV di ultima generazione, etc.) che contengono una proporzione di luce HEV (High-Energy Visible Light – in altre parole luce blu) maggiore rispetto a quelle tradizionali del passato.

Importante è sapere che non tutta la Luce Blu fa male. Essa si suddivide in luce dannosa e luce benefica.

Un bambino esposto fin dalla prima infanzia alla Luce Blu dannosa potrebbe soffrire più facilmente di cataratta da adulto, per la quale l’unica soluzione esistente al momento è l’intervento chirurgico. Nel lungo periodo una prolungata esposizione rappresenta uno dei fattori di rischio principali della DMLE (Degenerazione Maculare Legata all’Età). Tale disturbo porta alla cecità e ad oggi non esiste cura. Nel breve periodo invece (dopo 6-8 ore di continua esposizione) la quasi totalità dei bambini, ma anche adulti soffre di:

Non solo l’eccessiva esposizione degli occhi alla luce HEV fa male: secondo recenti studi anche sulla pelle potrebbero comparire macchie scure, rughe e colorito spento. Inoltre, esistono dei danni invisibili, perché accelera l’invecchiamento a livello sottocutaneo.

Si può intuire che durante il giorno la Luce Blu è più dispersiva e colpisce con minor intensità, mentre al buio il suo effetto negativo è moltiplicato. Sotto abbiamo preparato lo schema che ne illustra i possibili disturbi:

Quindi il nostro consiglio è quello di evitare l’esposizione a dispositivi elettronici nelle ore che precedono il sonno o più generalmente quando fuori è calato il buio. Non lasciate i vostri figli troppo tempo davanti alla televisione o al tablet la sera. Anche a voi suggeriamo di non cedere alla tentazione e lasciare il cellulare da parte.

La Luce Blu benefica, invece ha degli effetti irrinunciabili e in parte già sacrificati sulla nostra vita e su quella dei più piccoli. È in primo luogo essenziale proprio per la visione, quindi per la percezione dei diversi colori e per l’acuità visiva. Essa inoltre sincronizza l’orologio biologico e aiuta a preservare meglio il ciclo sonno-veglia, le capacità cognitive ed anche l’umore agendo sull’equilibrio ormonale. Inoltre, stimola il riflesso pupillare che è una protezione naturale all’ esposizione improvvisa ad una fonte di luce molto forte.

In presenza di un’illuminazione esterna intensa, il nostro corpo produce serotonina, l’ormone della felicità, e il cortisolo, l’ormone dello stress. Entrambi hanno la capacità di tenerci attivi e reattivi durante la giornata. Quando questa luce cala e arriva il buio, la produzione di questi due ormoni diminuisce e si alza invece la produzione della melatonina, considerata l’ormone del sonno, che ci fa sentire stanchi e tende a farci addormentare.

Dopo aver esposto gli effetti negativi e positivi della Luce Blu passiamo all’azione, sottolineando ancora una volta quanto sia importante proteggere gli occhi sia nostri che dei bambini con piccoli ma efficaci trucchi.

Laddove non sia possibile fare a meno dell’esposizione a questa Luce Blu negativa, visto che tutti ormai usiamo vari dispositivi elettronici durante il giorno, chi per lavoro, chi per studi, chi per svago, il consiglio è quello di utilizzare contemporaneamente degli strumenti che ne filtrino i raggi nocivi. Esistono delle pellicole da applicare sui dispositivi oppure dei filtri incorporati nelle lenti degli occhiali che indossiamo o che sono stati acquistati proprio per proteggerci da questo tipo di rischio. Addirittura, ormai gli stessi dispositivi elettronici quali smartphone, computer, tablet sono dotati di una opzione “luce notturna” che filtra in automatico i raggi blu dannosi limitandone l’emissione.

Come potete intuire, la soluzione più sicura è quella di indossare un occhiale con le lenti protettive in modo da essere sempre tutelati, qualsiasi dispositivo si usi o ambiente si frequenti. Il filtro contro la Luce Blu si può abbinare facilmente ad ogni tipo di lente correttiva. Chi non soffre di disturbi visivi può applicare questa protezione alle lenti neutre. A voi la scelta! ?

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Dopo aver convinto il vostro cliente che un negozio specializzato è sicuramente meglio di uno shop online, come convincerlo che il negozio adatto a lui sia proprio il vostro? Ecco alcuni consigli utili…

Niente è in grado di battere l’interazione vis-à-vis con i vostri clienti, quando si tratta di commercio, per fortuna, la maggior parte dei consumatori preferisce ancora l’acquisto presso negozi fisici rispetto agli shop online.

Attraverso il contatto visivo voi, professionisti del settore, siete in grado di carpire le esigenze e i desideri dei clienti, ma anche raccogliere le loro lamentele e sfruttare questi dati per costruire una strategia di marketing ad hoc. Sappiamo tutti che una strategia è necessaria se si ha intenzione di stabilire un rapporto duraturo e proficuo con loro.

Questo però non lo otterrete solo applicando prezzi particolarmente bassi e offrendo vantaggiosi sconti. Qui serve astuzia, creatività e strategia!

Siamo nel terzo millennio, nell’era digitale in cui, essere in costante connessione, fa parte della quotidianità. Come far convivere il mondo offline con quello online? Può davvero essere utile?

Nell’articolo precedente “Occhiali a basso costo? Vediamoci chiaro!”, Internet sembrava essere il vostro “peggior nemico”; è vero, a volte potrebbe esserlo, ma tutto dipende da come saprete sfruttarlo a vostro vantaggio!

L’offline e l’online sono due canali che possono benissimo coesistere e rafforzarsi l’uno con l’altro e che vi permetteranno di offrire al cliente diversi strumenti per comunicare con l’azienda, creando una relazione costante e duratura, anche al di fuori del negozio. Vedrete che, anche se non tutti, quelli più “moderni”, apprezzeranno molto la possibilità di interagire con lo staff e vivere una shop experience del tutto nuova.

Quando parliamo di comunicazione offline intendiamo naturalmente i canali che non utilizzano Internet, quindi radio, televisione (anche se ormai anche questa è digitalizzata), affissioni, carta stampata, brochure e posta ordinaria. Beh, sappiamo bene che spesso però questo tipo di approccio non è più sufficiente e non abbastanza efficace, direi quasi obsoleto, vero? Ci vuole qualcosa di fresco, di nuovo e diverso che ci incuriosisce e regala nuovi stimoli. Siete d’accordo? Ed ecco un mondo del tutto nuovo e creativo, quello online, che riguarda strumenti come il sito internet, le inserzioni su Google, le newsletter e i social network. Si, è vero, non è più una novità mondiale, ma ancora molto sottovalutata. Non vi stiamo suggerendo di smettere di usare gli strumenti di prima. Al contrario: unite le forze!

Prima di venire da voi, i consumatori vi avranno cercati sul web, ma se non foste presenti? Probabilmente si rivolgerebbero al vostro concorrente. Ecco perché abbiamo pensato di raccogliere qualche consiglio utile!

SITO WEB MOBILE FRIENDLY

Non avete il sito internet? Lo avete ma ormai da anni non lo modificate? Non rimandarlo. Ormai questo è il vostro biglietto da visita. Non volete certo sembrare antiquati, vero?!  Realizzate o modernizzate un sito Internet e forse anche un blog mobile friendly, vale a dire adattabile ai dispositivi mobili. Sapete che le possibilità che il cliente si colleghi da uno smartphone o tablet sono altissime? Oggi, con i software disponibili online chiunque è in grado di fare una bella vetrina su internet, ma non fatelo da soli. Affidatevi a qualcuno che sia in grado di sviluppare non solo il sito mobile friendly, ma sito con delle operazioni SEO. SEO sono le strategie volte ad aumentare la visibilità del vostro sito migliorando la posizione nelle classifiche dei motori di ricerca. Tutto questo serve perché solo 1 negozio su 3 ha un sito web funzionante e solo 1 su 2 è ottimizzato per il mobile. Sembra complicato, ma in realtà è solo questione di piccoli accorgimenti e iniziali impostazioni.

SOCIAL MEDIA

Ormai si sa che tutti o quasi tutti hanno i loro profili sui social media come Facebook, Instagram, Twitter e tanti altri. Questo non significa che dovete essere presenti ovunque. Scegliete un canale adatto a voi e tenetelo attivo.

Sul materiale informativo tradizionale cartaceo dovranno sempre essere riportati, attraverso un piccolo banner, tutti i loghi dei social network su cui siete presenti; il cliente potrà così individuare a colpo d’occhio dove trovarvi online. Perché volete farvi trovare, vero? Chi guarda ancora la rubrica telefonica tradizionale? Esatto, NESSUNO!

RECENSIONI

Anche richiedere al cliente di lasciare una recensione online (sul sito o social media) potrà essere un modo semplice ed efficace per ricevere dei feedback su prodotti o servizi offerti, e perché no, anche su migliorie da fare?! Le critiche costruttive e i consigli sono ben accetti, se si tratta di potenziare la vendita e rafforzare il rapporto con cliente! Siete d’accordo?

CHECK-IN

Il check-in mobile in negozio: basta un piccolo cartello, posto all’ingresso, per invitare il cliente a postare sui social il suo passaggio nel vostro punto vendita attraverso la geolocalizzazione. In poche parole: fate in modo che il vostro cliente faccia sapere agli altri che si trova nel negozio e che vive una esperienza unica. Questo non lo può fare visitando lo shop online. Siate creativi e valutate un piccolo incentivo da offrire per stimolarli all’azione! Infondo più si parla di voi, meglio è!

COSTANZA

Ricordatevi la periodicità: non basta creare un blog o inviare qualche newsletter all’anno, serve perseveranza e presenza continua. Il web si dimentica in fretta, quindi bisogna sempre essere attivi!

CONDIVISIONE

Infine, invita i tuoi clienti a condividere le foto con gli occhiali appena acquistati sulla pagina Instagram del negozio. Magari fatevi voi la foto e postatela sui canali che preferite. Potrebbe essere il vostro sito, Facebook o Instagram. Create un hashtag, vale a dire una parola chiave che vi possa identificare, fatela precedere da # (cancelletto) e associatela all’immagine. Semplice NO?! In alternativa potete anche incentivare i clienti a fare questo lavoro per voi. Sta a voi la scelta.

Questi sono solo alcuni consigli che all’apparenza potrebbero sembrarvi strani e complessi, ma non spaventatevi perché non è poi così difficile. Se siete all’inizio focalizzatevi solo su alcuni dei consigli e cominciate da lì, per poi ampliare la vostra offerta. Non serve fare tutto insieme. Fate un passo alla volta, ma fatelo bene e con qualità. Vedrete che con tempo attirerete sempre più clienti, target giovane e soprattutto “connesso”.

Ricordatevi che la strategia vincente sarà quella di offrire professionalità, serietà e risposte concrete, in questo modo raggiungerete il vostro obiettivo, essere connessi sia nel mondo online che in quello offline.

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Bene, visto che con gli articoli precedenti abbiamo compreso quali strumenti usare per portare il cliente nel vostro negozio, adesso sarebbe utile capire come stabilire un rapporto con lui e renderlo attivo. Possibilmente concludendo con la vendita di un bel paio di occhiali da vista con lente progressiva! ?

Ma non tutto è sempre facile, la vendita non è semplicemente la somministrazione di un prodotto qualsiasi in cambio di denaro. La vendita è un’arte e per fortuna in questo caso, anche se non viene naturale, la si può imparare. Voi, che lavorate a stretto contatto con il cliente e affrontate questo argomento tutti i giorni, avete mai pensato alla tecnica che usate, ad una strategia di vendita intelligente?

Non tutti si rendono conto che la vendita intelligente consiste nell’analisi della persona che abbiamo di fronte, nella comprensione immediata dei suoi eventuali bisogni, nella capacità di farne nascere degli altri e nella proposta del prodotto giusto. Il segreto è tutto lì, portare il cliente a scegliere. Ma quanto è difficile, vero?!

Il buon venditore vende. L’ottimo venditore si fa acquistare. A voi la scelta, a quale di queste due categorie appartenere. Farsi acquistare vuol dire attivare il cliente verso l’acquisto. Una tecnica certamente efficace in fase di vendita. Ma come si fa se ogni cliente è un universo a sé con un approccio personale all’acquisto?

Abbiamo il cliente che entra nel negozio perché accompagna qualcuno, il cliente che è stato attirato da un occhiale in vetrina, il cliente che ha visto il prodotto da un amico o sul giornale e vuole sapere se lo vendete anche voi, il cliente che cerca il prezzo migliore e infine il cliente che ha bisogno di acquistare un occhiale ed è convinto di farlo proprio nel vostro punto vendita. L’ultimo esempio sembra il meno complesso, vero? Se il cliente è convinto, ha le idee chiare ed è motivato, cosa ci vuole per concludere l’affare?! E invece le cose non stanno così e voi lo sapete meglio di chiunque altro.

Un cliente motivato solo all’apparenza è più facile, perché anche se è consapevole e pensa di aver deciso cosa vuole acquistare, in realtà non è così. E qui che si gioca “la partita”.

Spesso, soprattutto nel settore ottico, anche se l’acquirente arriva con un modello ben preciso in testa oppure ha già scelto, succede che non è quello che gli sta meglio, non è del colore che si abbina bene con il suo volto o con i suoi capelli, oppure semplicemente non gli piace più. Vi è capitato di interrompere la vendita all’ultimo minuto per uno screzio, di sfumarla a causa di incomprensioni o per mancato allineamento con le esigenze del cliente?  Quante volte vi siete chiesti come capire meglio le neccesità del cliente, e meglio ancora, come capirle se pure il cliente alla fine non sa cosa vuole, anche se dentro di sé è convinto che non è così?

L’unica cosa che possiamo fare, in questo caso, è usare una perversa tecnica di comunicazione che può – in alcune situazioni, ma non sempre – rivelarsi molto efficace: la dilazione del tempo di acquisto. Questa tecnica, se applicata con cura, è molto efficace. Ma attenzione però, perché nello stesso tempo presenta alcuni limiti di cui dovete tener conto per evitare di annoiare o irritare il cliente con troppa insistenza o le domande sbagliate.

La tipologia di cliente davvero perfetta per questa tecnica è quella di chi, entrando nel vostro negozio, non se la sente di svelare subito l’esigenza di tipo economico e magari vi chiede di vedere un determinato modello. E proprio in quel momento, voi venditori avete un asso nella manica da sfruttare e dilatare del tempo. Chi chiede un modello esatto, lo fa perché si è già documentato almeno in parte, su quel prodotto. Dunque è opportuno stabilire una comunicazione, seppur apparentemente distratta, basata su qualsiasi cosa che non sia necessariamente inerente ai vostri prodotti o al mondo dell’ottica. In questo caso è importante stabilire un contatto con chi vi sta davanti.

Gli antichi ci insegnano che la quantità del tempo che passa dalla nascita di un desiderio alla sua soddisfazione non può che aumentarne il piacere della soddisfazione finale. Dilatando il tempo con quel cliente voi non potrete che ottenere due risultati precisi: da una parte aumenterete l’impazienza del cliente nei confronti della sua richiesta (e su questo dovrete usare cautela per non causare noia o disappunto), e creare per lui un’esperienza positiva mostrando il vostro interesse verso di lui.

Diverso il caso in cui il cliente ancora prima di salutare, chiede informazioni per esempio circa il costo del prodotto: in tal caso è palese quanto sia orientato al “pricing” e rimane così ben poco da fare. Ma questo non vuol dire che la battaglia è persa se il prezzo non dovesse corrispondere a ciò che lui ha in mente. Ad una domanda del genere bisogna rispondere in maniera diretta, osservando con grandissima attenzione il linguaggio non verbale e cercando di capire che tipo di reazione può aver suscitato in lui la nostra informazione. La capacità di osservare può far riguadagnare il terreno perché permette di capire se c’è spazio per una trattativa, e modo per conoscere il cliente e le sue motivazioni. L’approccio giusto potrebbe essere una domanda su cosa l’ha spinto a scegliere un determinato modello. Questo può significativamente aiutare a stabilire una comunicazione di tipo relazionale con lui, cioè un discreto passo avanti!

Se si tenterà di dilatare il tempo trascorso fra l’ingresso del cliente e la soddisfazione della sua richiesta, verrà prodotta in lui una dinamica ben precisa: il cliente si trasformerà dal cliente “motivato” al cliente “attivo”.

Ma capita purtroppo che la vostra proposta o la scelta iniziale non è soddisfacente. Cosa fare se il prodotto desiderato, alla fine non va bene? Dobbiamo fornire un’alternativa!!! La cosa si complica, perché un cliente motivato si è trasformato nel cliente indeciso e deluso. Di colpo tutte le sue speranze nel aver trovato l’occhiale perfetto per lui sono svanite. E adesso? 

C’è una regola in psicologia comportamentale che recita: “fornisci al cervello altrui una decisione da prendere”; significa che il nostro cervello, se messo di fronte a una scelta, viene manipolato verso quella opzione. Certo, deciderà lui cosa scegliere, ma i termini della scelta li abbiamo decisi noi a tavolino e in precedenza. A quel punto avete un bel vantaggio.

Un ottimo venditore, attraverso un atteggiamento aperto e rassicurante (che passa anche dal linguaggio gestuale), deve dare al cliente fiducia, facendogli capire che non deve demoralizzarsi se non ha ancora trovato un occhiale giusto. La vostra professionalità vi consente di dargli soluzioni alternative che sono basate sulla breve conversazione con lui e sulla vostra curiosità verso le sue esigenze.  Questo vi permetterà di formulare una proposta finale e decisiva. Importante che lasciate lo spazio al cliente per la propria decisione.

Et voilà, è quasi fatta perché così facendo il suo cervello ha percepito questo messaggio: ok, questo ottico ragiona come me e capisce cosa mi serve, ora spetta a me la scelta finale.

È questione di attimi, di intensi decimi di secondo, durante i quali il cervello del cliente decide se giocare quella partita o cambiare tavolo. Se la gioca, ci sarà la possibilità di parlare lo stesso linguaggio. Il cliente sarà “pilotato” verso una soluzione, qualunque essa sia purché in linea con le sue esigenze reali.

E così, con ottime probabilità il vostro scopo sarà raggiunto. Venderete l’occhiale e otterrete un cliente attivo, che si sentirà ascoltato, importante ed unico e che sicuramente dopo questa esperienza positiva e soddisfacente tornerà da voi!

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E’ arrivato il momento di acquistare il primo paio di occhiali per vostro figlio. Come scegliere quello giusto? ma cosa ancora più importante, come convincerlo ad indossarlo?

In questo articolo raccogliamo una serie di informazioni essenziali affinché il bambino indossi l’occhiale senza alcuna difficoltà.

È importante non commentare in maniera negativa gli occhiali egli sceglie di provare, per evitare che tali commenti, vengano vissuti come un’offesa personale e lo portino a chiudersi a riccio per qualsiasi tipo di suggerimento.

I consigli che seguono sono elaborati partendo proprio dalla percezione che il bambino ha di questa novità. E di solito si sa che per lui indossare l’occhiale è solo una scocciatura. La buona notizia è che se essi vengono supportati nella maniera corretta, si farà fatica solo all’inizio.

Prima di cominciare questa avventura è importante valutare per quanto tempo durante la giornata verrà indossato l’occhiale, full-time o part-time? Nel primo caso ci saranno più argomenti da considerare. Nel secondo caso invece si può dare spazio anche ad una montatura un po’ più “capricciosa”.

Ed ecco qui abbiamo pensato di sottoporvi le dieci parole chiave per arrivare ad un occhiale desiderato ed accettato.

DESIDERI

Lasciamo che si esprima liberamente! Come già accennato nel nostro precedente articolo il bambino tende molto spesso a voler assomigliare al suo super eroe preferito, piuttosto che al proprio genitore. Quindi chiedetegli di esprimere la sua preferenza! Importante è ricordarsi che il bambino potrebbe attraversare questo momento come qualcosa di poco piacevole quindi non consigliamogli una montatura che lo metta a disagio, piuttosto cerchiamo di legare un pensiero positivo ad ogni sua scelta.

Questo è molto importante per tutto ciò che seguirà poi a casa. Se il bambino associa emozioni negative fin dalla prova della montatura, molto probabilmente si porterà questo disagio anche nella vita quotidiana e tenderà a non indossare volentieri la montatura.

FRATELLI/AMICI

Un consiglio raccolto durante i nostri studi è quello di coinvolgere in questa scelta un amico di vostro/a figlio/a che magari porta già gli occhiali, o il fratello maggiore che potrà consigliargli il trend del momento. Così il bambino si sentirà supportato oltre che dal genitore anche da qualcuno di più simile a lui.

MATERIALE

Montatura in acetato o metallo? Vi chiederete probabilmente quale materiale sia migliore. La differenza sostanziale tra le due montature sta nel nasello. I bambini hanno un naso poco pronunciato e quindi spesso capita che alcune montature in acetato risultino poco aderenti, scivolando e diventando scomode da indossare e che quindi vengano dimenticate in luoghi remoti, rischiando così che il disturbo visivo del bambino peggiori. Oggi le montature in acetato vengono progettate con un nasello più piccolo per meglio rispondere a questa esigenza. Mentre questo problema con la montatura in metallo viene bypassato in quanto vi sono dei Pads che si possono regolare e garantiscono una aderenza maggiore al viso del bambino. Dall’altro canto l’acetato è meno spigoloso, rigido e austero pur rimanendo leggero e robusto. In più può essere cromaticamente più accattivane, creando le combinazioni davvero interessanti e originali. Indipendentemente da quale materiale scegliete fatevi sempre consigliare una montatura IPOALLERGENICA per evitare i problemi legati alla tollerabilità.

ASTA

Questa scelta dipende tanto da quanto deve essere indossato l’occhiale. Se viene indossato in maniera parziale, magari durante le letture serali oppure i compiti di scuola, allora non vi sono indicazioni particolari da seguire. Se invece si tratterà dell’uso durante l’intera giornata, e in più se è il primo utilizzo, è bene considerare un’asta con una cerniera flex, robusta e resistente che aumenterà la durabilità della montatura che verrà sottoposta a diverse attività che svolgerà il bambino durante attività giornaliere. Il costo sarà un po’ più alto, ma è un investimento minimo per una resa nel tempo assolutamente giustificata.

Altro aspetto da valutare potrebbe essere un terminale leggermente più grosso rispetto alla forma classica in modo da aumentarne l’aderenza. A ciò si può associare un cordino – ne esistono di ogni tipo e colore –  che permette di legare l’occhiale fin dietro alla testa evitando che cada e che si rompa di conseguenza.

LENTI

Le lenti possono essere prodotte in diversi materiali. Fatevi consigliare quello più adatto dal vostro ottico di fiducia. Esistono lenti in plastica e in vetro. Di solito per un bambino la scelta cade sulle prime perché più leggere e in caso di urto non si frantumano evitando un eventuale danno all’occhio.

GARANZIA

L’ottico può proporre una garanzia aggiuntiva che permette la sostituzione dell’occhiale o delle lenti in caso di rottura. Fatevi spiegare bene cosa comprende la garanzia e soprattutto cosa non comprende in modo da non avere dubbi poi in futuro. Questo servizio è consigliato se la montatura viene utilizzata tutto il giorno o durante l’attività sportiva. Indubbiamente diventa quasi indispensabile se l’occhiale che acquistate per il vostro bambino è il primo in assoluto!

SECONDO PAIO

Valutate sempre l’acquisto di un secondo paio di occhiali, soprattutto se il bambino ha un disturbo visivo forte e deve indossare la montatura tutto il giorno per le sue attività. Con un secondo paio il bambino avrà la sicurezza di un’occhiale sempre a disposizione.

CONSAPEVOLEZZA

Un compito importante che il genitore non dovrebbe sottovalutare è quello di rendere consapevole il bambino sul perché indossa l’occhiale, magari proponendo delle attività da fare insieme, come un momento di lettura con e senza gli occhiali in modo da farne notare la differenza.

ROUTINE

L’occhiale è quello giusto anche perché lo diventa giorno per giorno. Vi chiederete cosa significa?! Una volta scelto l’occhiale, termina forse il primo compito dell’ottico, ma non il Vostro, perché Voi dovrete fare in modo che il bambino indossi nelle occasioni dovute questo nuovo compagno di avventure.

Questo è un momento delicato, soprattutto se si tratta del primo utilizzo. Quindi vi consigliamo di incoraggiare il bambino ad indossare l’occhiale con qualche trucchetto.  Rassicuratelo del fatto che ci si sente orgogliosi che lui porti gli occhiali senza troppi capricci. Ancora, non rimproveratelo in maniera insistente se non indossa l’occhiale, quando invece dovrebbe. Elogiatelo al contrario quando li indossa di sua spontanea iniziativa, senza che nessuno glielo abbia ricordato. Oppure fatevi dei selfie, da conservare e rivedere insieme. Altra possibilità è quella di convincere il bambino che gli occhiali gli permettono di vedere meglio il suo cartone animato preferito.

PAZIENZA

E’ l’ingrediente ultimo di questa lista ma non meno importante. Pazienza da mostrare quando il vostro bambino non saprà decidersi sull’occhiale che desidera, pazienza quando a casa farà fatica ad indossarli, pazienza quando per caso essi cadranno per terra e si ammaccheranno. Pazienza intesa come una mano tesa pronta a sostenerli in un momento nuovo e un po’ spinoso della loro vita da bambini.

Confidiamo che questo vademecum possa aiutarvi a rendere sereno il primo approccio di Vostro figlio all’utilizzo dell’occhiale, affinché il bambino possa affrontare al meglio il proprio difetto visivo.

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Sole, relax, cibo e buona compagnia: un mix tremendamente perfetto per questa estate! E qualcuno di noi ha anche voglia di partire per andare in vacanza.

E cosa c’è di più bello se non concedersi del tempo… Del tempo per viaggiare, per cucinare, per mangiare, per divertirsi e per nutrire gli occhi…

Avete mai pensato a quanto sia facile fare un viaggio intorno al mondo stando semplicemente in cucina a casa vostra? Divertiamoci un po’!

Ebbene “mangiare” rimane uno dei primi piaceri della vita e a poche posizioni di distanza troviamo sicuramente “viaggiare“. E se unissimo le due cose? Mangiare viaggiando! O viaggiare mangiando!

La cucina mediterranea è stata ormai dichiarata più volte la cucina più equilibrata al mondo perché utilizza tantissima verdura, prodotti freschi, pesce e frutta a volontà. È una cucina ricca di vitamine e Sali minerali che aiutano il nostro organismo a difendersi e particolarmente povera di grassi. La prima vitamina che ci viene in aiuto in questa meravigliosa dieta è la A che migliora la capacità di adattarsi ad una luce a bassa intensità e quindi di vedere meglio nelle ore notturne. La vitamina C, regina delle vitamine, invece aiuta a combattere i dannosi radicali liberi, per prevenire la cataratta o la degenerazione maculare senile.

Ma basta spostarsi un po’ più in su verso il nord Europa per assaporare nuovi odori e profumi. La cucina nordica ha come elemento comune quello di essere una dieta molto calorica perché si sviluppa in territori freddi, dove i carboidrati hanno la meglio sulle insalate miste mediterranee e dove spesso si trovano pesce, agnello e maiale. Una dieta sicuramente ricca di Omega 3 che fa bene allo sviluppo visivo dei neonati e dei bambini e che inoltre favorisce la corretta idratazione degli occhi, combattendo la secchezza oculare.

E se andassimo in territori più caldi! Viva il Messico, Paese di bellezze e contraddizioni. La cucina messicana è una delle più colorate al mondo. Ma attenzione, è anche la cucina più piccante (quante lacrime versate)! Nell’entroterra del Messico è diffuso il consumo del manzo, mentre sulle coste viene prediletto il pesce, ma primi fra tutti sono i fagioli ad avere la meglio, pensate che ne esistono di diversi colori: rossi, viola, bianchi, marroni e gialli! Anche qui possiamo fare il pieno dunque di vitamine (A, C, E) che rallentano l’invecchiamento oculare, ma un grazie particolare lo possiamo dire allo Zolfo, contenuto per esempio nell’aglio e nella cipolla che permette di rendere la lente oculare più resistente e forte. Vi è anche un cibo tipico di tale zona ad aiutare la nostra vista e alimenta i nostri sensi di colpa: il Cacao, che ricco di flavonoidi aiuta a migliorare la circolazione sanguigna negli occhi e a conservare forti cornea e cristallino.

Riprendiamo il nostro viaggio prima di ingrassare troppo, e spostiamoci in Asia. In maniera più specifica in Giappone. La tipica cucina giapponese, che è ben lontana da quella che conosciamo qui nel mondo occidentale utilizza tanto il riso cotto al vapore, pesce crudo o cotto, verdure e legumi. È una delle diete più bilanciate al mondo. Anch’essa è ricca di Omegna 3 e di vitamine, ma il grande consumo di verdure come verza, cavolo e bietole la rende una dieta ricca di Zeaxantina e la Luteina che proteggono gli occhi dall’azione dei raggi ultravioletti impedendo alle radiazioni nocive di raggiungere e danneggiare la retina. In più troviamo soia, avocado e semi oleosi come il sesamo che contengono una alta dose di vitamina E, acclamato antinfiammatorio naturale e potente antiossidante che impedisce alle radiazioni nocive di raggiungere e danneggiare la retina.

Comunque, io per ora preferisco qualcosa di fresco, tanta frutta e verdura (per fare il pieno di vitamine e sali minerali!!!) da consumare in riva al mio lago preferito ? durante le calde giornate estive. E voi? Quale cucina preferite?

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Ditemi la verità! Quante volte lo hai chiesto, o quante volte avresti voluto chiederlo?! Qual è la regola classica per cui la forma e il colore di una montatura si sposano con il nostro viso?

Ed eccoci qui allora, a spiegare quale occhiale scegliere a seconda del viso e non solo!

Vediamolo nel dettaglio. Vi sono principalmente 5 forme per il viso:

Viso Ovale: Che fortuna! Viene definita come la forma più armonica e proporzionata, con lineamenti dolci che permette di indossare diverse tipologie di occhiali. L’unico consiglio che possiamo dare è: occhiali piccoli su viso piccolo. Viceversa, occhiali grandi su viso grande, mai il contrario! ?

Viso Allungato: è molto stretto e si sviluppa soprattutto in altezza. Si a montature tendenzialmente strette e stondate con una lente medio alta (c’è più spazio da riempire). Se il viso è minuto meglio optare per una montatura sottile, al contrario se non lo è si può scegliere anche una montatura più spessa.

Viso Tondo: la scelta vincente va prima di tutto per esclusione. No a montature rotonde perché rischierebbero di rendere il volto ancora più rotondo e no a montature troppo grosse per non rubare troppo spazio. Per questo viso si addice una montatura che lo renda più allungato e sottile, come quelle squadrate e rettangolari meglio se con una lente medio bassa in modo che non si coprano troppo le guance.

Viso Squadrato: I lati del viso sono dritti, la mascella ben marcata e larghezza e lunghezza del viso in questo caso quasi si equivalgono. L’obiettivo è quello di ammorbidire lo sguardo e il ruolo fondamentale lo gioca la montatura tondeggiante o con angoli smussati.

Viso Triangolare che può essere con la punta verso il basso (o a Cuore) oppure con la punta verso l’alto (caratteristica tipicamente maschile): nel primo esempio fronte e tempie sono la parte più larga del viso mentre il mento risulta appuntito. La forma ideale di occhiali è quella a gatto o farfalla con punte più o meno accentuate. Nel secondo esempio invece la forma ideale è tondeggiante e non molto spessa.

Una volta che hai individuato la forma che più ti rappresenta è bene scegliere il/i colore/i della montatura. Per far ciò bisogna prendere in considerazione quali sono i TUOI colori, intesi come il colore degli occhi, dei capelli, della pelle. In base a questa affermazione si individuano 4 tipi diversi di insiemi.

IL TIPO AUTUNNNALE

La pelle ha dei riflessi dorati, a volte color avorio o pesca con tendenza a sviluppare lentiggini. Molte persone hanno capelli rossi con riflessi biondi, occhi marrone scuro, verde/marrone o verdi. A queste persone consigliamo montature con tutte le tonalità del marrone, arancione, verde, rosso scuro, avorio o vaniglia. L’attore Jamie Doran incarna esattamente il tipo autunnale.

IL TIPO INVERNALE

Pelle molto chiara, a volte olivastra e tendente al blu. Quasi sempre con capelli scuri o neri. Colore degli occhi nocciola, blu o verde. Per gli occhiali i colori che meglio si abbinano sono quelli nitidi, forti e freddi come il nero, il bianco, il grigio, l’argento e il blu. Un esempio di persona invernale è Liz Taylor.

IL TIPO PRIMAVERILE

Pelle tonalità pesca, a volte con lievi lentiggini dorate. I capelli vanno dal biondo al rossiccio e gli occhi possono essere blu, grigio-azzurri, verdi, marrone-grigio o verde dorato. I colori da prediligere per le montature sono colori appunto primaverili come il bianco naturale, beige crema, lilla, rosa salmone, blu fiordaliso, rosa pallido e bruno caldo, oro, rame e bronzo. In questa categoria rientra Emma Stone.

IL TIPO ESTIVO

Qui troviamo capelli biondo cenere e occhi azzurri, marroni o grigi. L’incarnato è chiaro e roseo. Le montature dovrebbero invece essere di colori freddi, intensi ma non vistosi o troppo scuri, per esempio come il rosso, il rosa, grigio-blu, grigio-argento e bianco pergamenaceo. Appartenente a questo genere abbiamo Grace Kelly e Owen Wilson.

Non acquistare un paio di occhiali di fretta. Prova tutte le montature che vuoi valutando sempre anche l’utilizzo che ne farai e il risultato estetico finale, che ti deve piacere.

Ovviamente non dovrai andare lontano per soddisfare le tue esigenze, stileItaliano ti presenta il necessario e anche di più per avere a disposizione la montatura adatta nella forma e nel colore.

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Patrycja Celer ed Andrea Lamorte sono gli ideatori di stileItaliano, un brand made in Italy apprezzato in numerosi stati europei.

Come è nata l’idea?

stileItaliano nasce intorno al 2006-2007 in controtendenza con quella che era una filosofia allora diffusa e che prevedeva di produrre in Cina e di privilegiare l’aspetto economico rispetto a quello concettuale e qualitativo. Il concept “made in Italy” originale secondo noi è vincente.

stileItaliano nasce ufficialmente come brand nel 2008, poi nel gennaio 2011 viene costituita Stiloptic per svilupparlo e distribuirlo a livello nazionale ed internazionale.

Abbiamo puntato subito sulle collezioni da bambino e teenager con colori giovani e materiali classici ed affidabili.

Quali furono i primi mercati?

Iniziammo innanzitutto con l’Italia, partendo dalle aree geografiche prospicenti il Lago Maggiore, dove Stiloptic ha la sede e da lì ci allargammo fino a coprire Piemonte, Lombardia e Svizzera, primo mercato fuori confine.

Il mercato svizzero è veramente ideale per il nostro prodotto perché privilegia qualità, serietà e servizio.

In Svizzera la logica dell’occhiale da bambino è diversa da quella Italiana: nonostante il bambino sia in crescita sono disposti ad investire nel prodotto di un certo livello.

Da lì in poi abbiamo iniziato e deciso di seguire una linea che è quella della distribuzione diretta agli ottici, solo esclusivamente ottici indipendenti, nessuna catena, nessun grande centro commerciale, niente scontisti. Questo ci ha ripagato, oggi lavoriamo con i più bei negozi, la distribuzione è sempre molto selezionata.

Il mercato Svizzero come è strutturato?

È un mercato piccolo ma di riferimento, perché ci sono 3 culture diverse: italiana, francese e tedesca, di conseguenza è un test non indifferente perché riuscire a soddisfare 3 filosofie diverse ma unite dallo stesso paese, dalla stessa bandiera è complicato.

Abbiamo iniziato a pensare di essere pronti per allargare la distribuzione anche in Italia, Germania, Austria e così via.

Quali sono state le mosse successive?

Abbiamo iniziato anche a fare le prime fiere, nel 2012 Opti Monaco, l’anno scorso il Mido a Milano ed una fiera in Olanda.

Il nostro approccio al mercato è stato graduale, era molto importante testare il prodotto e i fornitori: quelli che abbiamo selezionato sono all’avanguardia, cominciando dalle materie prime, acetato, metallo, titanio passando per la componentistica made in Italy, cerniere, aste, viti, semilavorati etc.

Abbiamo selezionato solo quelli che non ci hanno dato problemi.

Abbiamo capito di voler lavorare con ottici professionisti, appassionati del prodotto ed in grado di riconoscerlo e trattarlo, non con meri commercianti.

Parliamo ora del servizio fornito agli ottici?

Secondo i nostri clienti è al top di gamma, ci teniamo molto e siamo molto precisi e seri. Lavorando con la Svizzera non c’era alternativa. Per qualsiasi necessità c’è una persona addetta al customer care che al massimo in 24 ore fornisce quanto richiesto.

Quando pianifichiamo la produzione prevediamo sempre una giacenza minima di ricambistica. Pensate, abbiamo ancora i pezzi di ricambio dei primi occhiali, quelli del 2011!

Chiaramente una percentuale del nostro utile apparentemente se ne va, in realtà questa filosofia alla lunga produce i suoi frutti ed i clienti lo riconoscono.

Esaminiamo le collezioni: abbiamo accennato alle collezioni da bambino.

La collezione stileItaliano è suddivisa in due macro-aree che sono OpticalGlasses suddivisa per School, Young ed Adult e SunGlasses.

I materiali utilizzati per tutte le collezioni sono l’acciaio e l’acetato, per l’adulto invece abbiamo inserito anche del titanio combinato con l’acetato. Occhiali da sole sono tutti in acetato montati con lenti Zeiss, indiscutibile garanzia di qualità.

Cosa vi ispira nel creare le linee di prodotto?

Siamo ispirati dal nostro magnifico territorio, dal lago, dalla montagna, dalle foreste, insomma da tutto ciò che ci circonda.

Come viene concepito il prodotto?

A Mergozzo abbiamo la direzione, il marketing, il magazzino e l’ufficio stile, è lì che viene concepito l’occhiale a livello di design, di scelta dei materiali e di target. Abbiamo la fortuna di essere vicini a Mazzucchelli con il quale abbiamo creato una bella collaborazione, siamo molto contenti delle personalizzazioni che fanno per noi. I nostri acetati sono infatti tutti personalizzati e i colori sono i nostri colori.

Che attività di comunicazione e marketing realizzate a supporto dei prodotti e dei vostri dealers?

Il nostro reparto marketing interno, in collaborazione con fornitori esterni, prepara e personalizza materiali pubblicitari e supporti di merchandising, che diamo a disposizione degli ottici per attività instore. Siamo organizzati per gestire anche richieste speciali che arrivano dai clienti.

Ci occupiamo inoltre di tutte le attività social per noi, dando anche supporto ai nostri clienti.

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Cosa è cross e up selling, perche funziona e come applicarlo nel mondo dell’ottica?! Vediamo se è possibile aumentare le vendite e prestigio del negozio.

Perché avere solo un paio di occhiali quando il nostro modo di vestire cambia spesso: in base alle situazioni, l’umore o le esigenze giornaliere?!

I motivi sono differenti e sempre validi, ad esempio un paio solo per il lavoro. Oppure uno per il tempo libero, magari un po’ più frizzante e uno classico per un outfit elegante. In più importantissimo l’occhiale da sole per proteggerci dai raggi UV nocivi e magari un occhiale per lo sport. Ma più importante di tutti è l’occhiale di scorta.

Come notiamo di occasioni per indossare una montatura diversa ce ne sono. Dobbiamo solo farlo presente al cliente, il quale a volte non è sufficientemente consapevole e spronato all’acquisto. La fiducia ed il benessere del cliente devono essere sempre al centro delle nostre attenzioni. Ciò significa indagare sulle sue abitudini, capire effettivamente di cosa ha bisogno e per quanto. Tutta questa cura permette di aumentare la sua soddisfazione e quindi il grado di fidelizzazione.

Alcuni pensano che l’unico modo per ottenerlo sia applicando uno sconto (o addirittura l’omaggio) alla seconda montatura acquistata. Questa soluzione però e poco efficace e causa più danni che guadagni. In questo modo il cliente difficilmente percepisce il reale valore dell’occhiale omaggiato, considerandolo una seconda scelta. Questo perché non è in grado di valutare la vostra perdita economica e lo sforzo speso nei suoi confronti!

Per noi invece la soluzione più adatta e appagante per entrambe le parti è quella di accompagnare il cliente verso la decisione di acquistare il secondo paio di occhiali (o il terzo) perché proprio non ne può fare a meno. Vediamo come.

Avete mai sentito parlare di CROSS-SELLING e/o UP-SELLING?

Questi due metodi utilizzano motivazioni di tipo psicologico e pratico che portano il cliente verso ciò che gli suggerite. Funzionano perché il cliente ha già deciso di acquistare. Questi due concetti oltre ad aiutarvi a fidelizzare in maniera decisiva il cliente, vi permetteranno di incrementare il fatturato, il che si traduce in più investimenti in strumenti moderni e all’avanguardia, prodotti di ultima generazione, corsi di formazione per il personale, portando il vostro negozio a divenire un centro di eccellenza riconosciuto per professionalità e competenza.

Inoltre, in un’epoca come la nostra dove siamo considerati come numeri, il cliente verrà sicuramente conquistato dall’attenzione che gli riserverete nel capire e discutere le sue esigenze primarie.

Pensate solo ad un bravo barman che alla richiesta di un semplice cappuccino segua dicendo: “Vuoi anche la brioche?”. O ancora meglio: “E la brioche con che farcitura la vuoi?”.

Spieghiamolo meglio.

UP-SELLING:

Si parla di up-selling quando viene offerto ad un cliente un bene o servizio di un livello superiore, rispetto a quello inizialmente scelto. L’obiettivo è mostrare al cliente che un’altra versione o modello del prodotto, potrebbe essere più adatta alle sue esigenze.

Nel nostro caso, un Up-Selling valido si tramuta in una montatura con un livello di qualità più alto, tipo acetato invece di iniettato, delle cerniere più robuste, o che sottolinei il REALE “Made in Italy” del prodotto e non un prodotto d’importazione.

CROSS-SELLING:

Fare cross-selling significa offrire al cliente un prodotto complementare rispetto al prodotto scelto. Vendere un prodotto funzionale al primo. L’obiettivo, naturalmente, è quello di offrire al cliente un beneficio ancora maggiore o un vantaggio quasi irrinunciabile.

Nel nostro caso un cross selling potrebbe essere quello di abbinare ad un occhiale appena acquistato una custodia di maggior pregio rispetto a quella proposta di default o, per sentito dire, nemmeno abbinata all’occhiale. Oppure l’acquisto Kit Pulizia con prodotti detergenti per l’occhiale tipo salviettine etc. oppure un altro paio di occhiali che potrà utilizzare in un contesto diverso.

Entrambe le metodologie di vendita NON fanno assolutamente riferimento ad un omaggio. Non viene associato al prodotto iniziale qualcosa di gratuito, ma qualcosa che andrà ad aumentare il grado di utilità e il grado di soddisfazione del cliente. Anzi pensiamoci bene, l’articolo dato in omaggio non può avere un alto valore di per sé perché oltre a non portarvi guadagno, erode in maniera significativa il margine di profitto sulla prima montatura venduta!

Facciamo degli esempi a random di Up-selling e Cross-selling:

Un esempio pratico di cross-selling è la vendita del laccio porta occhiali che permette ad una persona che frequentemente toglie gli occhiali di poterlo fare senza doverli appoggiare su una superficie, ma al contrario consente di continuare in un certo senso ad indossarli. E un laccio può essere di diversi materiali e di diversi colori e per diversi scopi (OPS! Qui ci sta scappando l’up-selling di un cross selling!).

Un altro esempio si può tradurre nel seguente up-selling. Stai vendendo una montatura con delle lenti base, e proponi al tuo cliente di dotare le sue lenti di un trattamento antiriflesso, o trattamento per la luce blu o ancora una lente progressiva, fotocromatica o polarizzata. È vero che il costo sarà più alto, ma la soddisfazione del cliente e la qualità della sua visione lo ripagherà della spesa fatta.

Oppure una mamma che acquista gli occhiali per sé, potrebbe essere interessata ad un paio di occhiali con lenti contro la luce blu per suo figlio che passa tante ore davanti al pc. Bisogna in questo caso semplicemente mettere a conoscenza la mamma di questa possibilità.

Altro esempio, da provare sempre. Vendere l’occhiale da vista e insieme l’occhiale da Vista/Sole in modo da non doversi preoccupare delle lenti a contatto.

O ancora il cliente ha scelto una montatura particolare, con dei colori importanti, un buon venditore potrà proporgli una montatura più sobria per quelle occasioni in cui l’occhiale egocentrico non si abbini perfettamente.

L’assicurazione sulle lenti che alcuni negozi concedono dietro il pagamento di una piccola somma è il concetto di Cross-selling ben applicato.

Insomma, non perdiamo tempo e diamoci da fare.

Buona fortuna ed al prossimo Blog! ☺

**NB: Lo dico anche a te caro cliente, diffida da tutti quegli omaggi che ti vengono proposti! Ricordati che c’è di mezzo la salute dei tuoi occhi (se ti va leggi il nostro blog sulla luce blu per esempio o sull’importanza degli occhiali da sole) e fidati di coloro che non si fermano alle apparenze ma si informano sulle tue necessità offrendoti la soluzione migliore (che ricorda può essere la meno economica).

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Seguire la moda è importante, ma ancora di più proteggersi in maniera consapevole. Ecco la guida che aspettavi per scegliere le lenti da sole giuste per le tue esigenze.

Occhiali da sole! Ad un certo punto dell’anno diventa un pensiero fisso, un MUST senza i quali non si esce di casa! Non importa che siano quelli dell’anno scorso o un nuovo paio… l’importante è averli con sé. Ricordate che il fine primo è quello di proteggere qualsiasi occhio dalla luce dannosa del sole e migliorarne la capacità visiva a prescindere dalla presenza o meno di altre patologie.

Per gli occhiali da vista è molto importante considerare la montatura ed il materiale usato, invece per gli occhiali da sole bisogna porre grande attenzione anche alle lenti. Acquistateli sempre e solo presso negozi specializzati e non da bancarelle anonime.

Scegliete lenti di qualità certificate e garantite come per esempio le lenti ZEISS che vengono sottoposte a numerosi controlli e rispettano rigidi standard riguardo per esempio il grado di protezione UV che garantisce una schermatura del 99-100% dalle radiazioni UVA e UVB, oppure i livelli di trasmittanza della luce, o ancora la qualità dei materiali utilizzati per la produzione delle lenti stesse, l’aggiunta di trattamenti aggiuntivi e le diverse colorazioni proposte.

Vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche principali da considerare quando si acquista un paio di occhiali da sole.

Schermatura raggi UV

Questo è il primo parametro da considerare. Bisogna cercare di avvicinarsi al 100% di schermatura, cosa peraltro quasi sempre fattibile. Proprio per questo motivo è importante scegliere le lenti di una marca garantita che proponga questo trattamento come standard. Ricordate che l’eccessiva esposizione ai raggi UV può provocare infiammazione o congiuntivite, oltre che danni alla cornea, lacrimazione e arrossamenti fastidiosi. Nei casi più gravi può generare anche cataratta.

Grado di trasmittanza della luminosità

Si suddivide in 5 categorie da 0 a 4, ed è la capacità di far filtrare la luce.

La categoria 0 presenta lenti minimamente oscurate che permettono il passaggio della luce dall’80 al 100%. Sono lenti indicate per luoghi chiusi o quando il cielo è particolarmente coperto.

La categoria 1 rappresenta lenti leggermente oscurate in grado di trasmettere dal 43 al 79% della luce, e sono consigliate in presenza di una luce solare attenuata.

Le categorie 2 e 3 peraltro quelle più utilizzate per gli occhiali da sole hanno una capacità di trasmittanza che va dall’8 al 42%, da indossare in caso di luce media. Per entrambe le categorie non vi sono particolari controindicazioni e sono adattate per la guida.

La categoria 4 invece fa riferimento a lenti molto scure che lasciano filtrare la luce al massimo per una percentuale che va dal 3 al 7%. Di solito sono impiegate per proteggersi da una luce molto intensa, quindi in montagna, in presenza di neve, ghiaccio o al mare adattandosi perfettamente ad un uso tecnico e per attività particolari di breve durata. In ultimo, le lenti appartenenti a questa categoria non sono idonee alla guida dei veicoli.

Qualità del materiale delle lenti

Per tanto tempo il vetro ha giocato un ruolo fondamentale e tutt’oggi è considerato il materiale più pregiato in quanto difficilmente si riga e la sua trasparenza rimane pressoché totale. Oggi però possiamo trovare lenti in materiale plastico/organico che rispondono ad elevati standard qualitativi e garantiscono ottimi livelli di trasparenza e una notevole leggerezza (il vetro rimane sicuramente più pesante), inoltre offrono una maggiore resistenza agli urti al contrario proprio della lente in vetro che risulta rompersi più facilmente creando non pochi possibili disagi.

Trattamenti antiriflesso e polarizzanti

Tra tanti sono forse i più importanti e utili.

Il trattamento antiriflesso, consigliato su tutti i tipi di lente, è un trattamento posto all’interno della lente che diminuisce i riflessi della luce che potrebbero creare reverberi di immagine (es quando indossiamo gli occhiali e vediamo il riflesso del nostro stesso occhio o guancia, o addirittura ciò che è posto alle nostre spalle).

Un secondo trattamento molto utile è la polarizzazione della lente. Cosa significa? Tale termine trae origine da due parole latine: “polus” e “izar”. Il significato di “polus” è molto semplice, “polo”; mentre, “izar” significa “convertire”. La lente POLARIZZATA effettivamente converte la luce in modo da eliminare i fastidiosi riflessi, i cosiddetti raggi orizzontali, aumenta il contrasto dei colori e la luminosità in caso di scarsa illuminazione aiutando così ad avere una visione più naturale. Per fare un esempio pratico, grazie alla lente polarizzata i riflessi della luce sull’acqua non saranno più visibili.

Colorazione delle lenti

Sicuramente i colori più diffusi per le lenti da sole sono principalmente due: Il grigio e il marrone. Anche se non influisce sul grado di protezione dai raggi UV, ha effetto invece sul grado di abbagliamento. Alcune colorazioni come il grigio e il verde possono non consentire la visione dei colori circostanti nella loro naturalezza, mentre altre come il marrone e i colori ambrati intensificano gli stessi, rendendoli più vivi e più contrastati.

La Lente GRIGIA è la più neutra, adeguata ad un uso generale perché mantiene un buon equilibrio cromatico. Si presenta in una quantità infinita di gradazioni. Indicata per tutto: uso sportivo, lavorativo o per la semplice vita outdoor. Anche la lente MARRONE non altera eccessivamente la percezione dei colori e riduce la stanchezza visiva. Tale colore è raccomandato per lo sport all’aria aperta perché aumenta il contrasto del paesaggio garantendo quasi sempre una buona copertura solare.

Oltre a questi due colori però oggi la moda ci propone veramente una vasta gamma di lenti colorate che hanno, a seconda del colore peculiarità diverse, anche in caso di patologie visive. Vediamone alcuni:

La Lente VERDE, altera leggermente la percezione dei colori. È consigliata per sport nautici e invernali. Dona una sensazione di benessere stimolando la capacità di rilassamento ed enfatizzando la visione della natura perché arricchisce i toni sul verde.

La Lente GIALLA dona una grande luminosità e migliora il contrasto, aumentando il grado di definizione. Tali lenti sono consigliate in giornate grigie o in caso di nebbia, al sorgere o al calare del sole. Questo colore aiuta la concentrazione e a mantenere il focus, ma sono poco indicate come protezione solare.

Le Lenti BLU offrono poca copertura, poiché lasciano passare i raggi ultravioletti e quindi non sono consigliate per un uso intensivo. Sono però in grado di eliminare il bagliore causato dalla luce bianca tipica della foschia e della nebbiolina. Le sue sfumature più chiare riescono a donare a coloro che le indossano un senso di freschezza e di rinnovamento. Questa tonalità, insieme alle lenti di colore rosa e fucsia, viene commercializzata più che altro per uso estetico.

La Lente ROSSA infine, è spesso utilizzata da chi ha problemi retinici grazie alla sua capacità di bloccare i raggi più energetici e permettere una migliore profondità visiva. Sono utili per chi guida tante ore perché assicurano un effetto energizzante rallentando la stanchezza oculare. Tanto apprezzate nel mondo della moda anche le lenti di gradazione più chiara tendente al rosa.

Recenti studi di Zeiss in collaborazione con le università di Milano e Tübingen provano che determinate lenti colorate possano influenzare il nostro benessere psicofisico. Ma di questo vi parleremo nei blog successivi.

Gli attori, i musicisti e le personalità dello spettacolo indossano gli occhiali da sole sempre, sia in estate, che in inverno, giorno e notte. Ma questi sono molto di più che un accessorio moda. Sono uno strumento INDISPENSABILE per adulti e bambini, già perché non è mai troppo presto per tutelare la propria vista da eventuali danni. Scegliete sempre un’occhiale da sole fatto con materiali di qualità. Anche noi per stileItaliano abbiamo scelto i migliori acetati italiani e le lenti  ZEISS per le nostre montature da sole!  Zeiss è una azienda in continuo sviluppo attiva nella ricerca di soluzioni per migliorare la nostra capacità visiva e grazie alle loro proposte oggi siamo in grado di offrirvi un occhiale da sole di alta gamma ma soprattutto sicuro per i vostri occhi. Perchè la Vostra vista ci sta a cuore!

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