Occhio al Coronavirus; consigli e i primi sintomi da non sottovalutare.

Coronavirus ovvero COVID-19, questo semisconosciuto che sta creando agitazione nel mondo. Eppure, secondo gli esperti si tratta davvero di poco più di una influenza che, come ogni anno, porta con sé disagi e complicazioni, più o meno gravi. Il contagio può avvenire per via aerea attraverso delle minuscole particelle che si depositano sulle nostre mucose o che vengono inalate e arrivano ai polmoni.

In ogni caso l’influenza in questione non deve divenire fonte di stress o preoccupazione eccessiva, perché ricordiamo che si tratta di una influenza poco più aggressiva rispetto ai vecchi ceppi precedenti e che nella maggioranza dei casi si risolve senza difficoltà. Diamo retta ai dottori che rimangono l’unica fonte attendibile e seguiamo i loro consigli che valgono sempre e per ogni infezione, soprattutto d’inverno.

Quello che è utile sapere ed indispensabile attuare sono quelle manovre preventive che possono aiutare ad evitare il contagio che porta con sé malesseri come tosse, raffreddore, spossatezza, febbre e congiuntivite e che se non curati possono portare a bronchiti o polmoniti con conseguenze ancora più gravi, soprattutto per quei soggetti con un sistema immunitario già debole o compromesso.

Le pietre miliari della prevenzione, le conosciamo tutti e sono:

  • lavarsi bene e spesso le mani con del sapone per almeno 30 secondi
  • non toccarsi occhi naso e bocca con le mani
  • tossire e starnutire coprendo naso e bocca con un fazzoletto o nell’incavo del gomito per non contaminare la zona circostante
  • pulire spesso le superfici con disinfettanti a base di cloro e alcool
  • indossare la mascherina se si è stati contagiati o si lavora con persone contagiate dal virus

In pochi sanno però che uno dei primissimi sintomi è proprio LA CONGIUNTIVITE e cioè una infiammazione della congiuntiva (tessuto che ricopre la superficie interna delle palpebre e quella anteriore del bulbo oculare), che porta ad avere arrossamenti, prurito e lacrimazione intensa nei casi più lievi, fino ad arrivare ad una infiammazione più seria e a volte purulenta. Questo perché il sistema visivo è direttamente collegato tramite i dotti lacrimali alle vie respiratorie alte. Si immagina che le famose “droplets” possano depositarsi proprio sul bulbo oculare scatenando questa infiammazione e portando al contagio.

In questo preciso momento tutti dobbiamo rimanere attenti, ma ci sono delle categorie più esposte di altre come gli operatori sanitari che, a maggiore ragione, devono cercare di tutelarsi il più possibile. Inoltre, pensiamo per esempio agli oculisti, agli ottici, agli optometristi e agli ortottisti che proprio per lavoro devono avvicinarsi al viso di un paziente che si sta sottoponendo ad una visita magari proprio per congiuntivite.

I consigli in questo caso non differiscono sicuramente dalle norme classiche utilizzate regolarmente, ma troviamo solo qualche piccolo accorgimento in più:

  1. Lavarsi bene le mani, con elevata frequenza prima, durante e dopo le singole visite e laddove possibile di indossare guanti usa e getta.
  2. Disinfettare l’ambiente circostante prima di ogni visita e non solo gli strumenti utilizzati per la mansione delle proprie attività;
  3. Far indossare la mascherina ai pazienti in modo che le loro secrezioni non possano raggiungere l’operatore sanitario
  4. Indossare occhialini protettivi, che evitano alle goccioline di saliva o muco del paziente infetto di raggiungere gli occhi del medico rischiando così il contagio.
  5. Evitare di toccare con le proprie mani il volto del paziente.

 E per chi la congiuntivite la subisce invece?

Ovviamente il primo consiglio che diamo è quello di informare il medico di base per avvertirlo della situazione senza però presentarsi in studio o al pronto soccorso, per evitare di contagiare altre persone. Così che si attuino i controlli necessari al fine di identificare ed isolare un eventuale paziente infetto da Coronavirus. A seguire le regole base sono sempre quelle di lavarsi bene le mani, evitare di toccare o strofinare l’occhio sano dopo aver toccato quello infetto, cambiare frequentemente la federa del cuscino e gli asciugamani, non utilizzare cosmetici e limitare il più possibile l’uso di lenti a contatto.

Gli occhi sono importanti perché sono il nostro primo contatto col mondo. E non lo sono solo per noi stessi, ma lo sono anche per gli altri, quindi proteggiamoci SEMPRE. Non soffermiamoci con timore sull’epidemia in corso, valutiamo invece la risposta derivante dai nostri comportamenti. Oggi giorno tutti abbiamo l’obbligo morale di preservare l’ambiente in cui viviamo mettendo in atto gli accorgimenti basici largamente decantati, lasciando così la parte più difficile a medici e ricercatori per lo sviluppo di un vaccino (in questo caso) efficace. Quindi, è inutile assalire supermercati e farmacie. Evitiamo semplicemente luoghi affollati, evitiamo il contatto fisico (dalla semplice stretta di mano, al bacio sulla guancia come saluto).

E anche se l’invito è quello di rimanere un po’ di più a casa, prendiamolo come un momento da dedicare al nostro io, magari con qualche lettura interessante o per qualche gioco di società in famiglia. Rallentare a volte permette di prepararsi ad una nuova partenza. Il timore è comprensibile e anche utile, il panico e la psicosi no. Per questo motivo non facciamo che questi ultimi prendano il sopravvento e impediscano di vedere le cose dalla giusta angolazione e con l’adeguata calma.

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