Visita Oculistica completa: com’è?

In un’epoca in cui tutti corrono e sono di fretta, a volte capita d i non avere il tempo per potersi ben informare su cosa ci si deve aspettare quando si affronta una nuova esperienza. Per esempio, nel nostro settore, cosa ci si deve aspettare da un esame completo della vista?

Molte persone infatti non hanno idea da che cosa sia composto un esame della vista, forse perché non ne hanno mai affrontato uno, o forse perché non ne hanno mai effettuato uno completo. Un esame della vista totale può durare anche più di un’ora a seconda del numero di test da effettuare per definire la capacità e i limiti visivi del paziente. In un momento di emergenza come questo appena passato l’occhio gioca un ruolo molto delicato come già abbiamo affrontato nel nostro Blog: Occhio al Corona virus: consigli e primi sintomi da non sottovalutare”, essendo uno tra i 3 principali accessi per batteri, virus e polveri varie. Quindi il nostro consiglio è quello di sottoporsi periodicamente ad una visita accurata per accertare lo stato di salute della vista e dello stesso organo visivo.

Per poter determinare con esattezza se si è affetti da qualche tipo di disturbo visivo vi sono diversi esami i quali aiutano a trovare la soluzione per risolvere o migliorare il problema. Ecco quindi la necessità di informarsi e informare sui diversi esami da eseguire in fase di visita oculistica. Sono molti e diversi. Noi ne citiamo alcuni, i più diffusi.

TEST DI ACUITA’ VISIVA

Questo test serve per definire la capacità dell’occhio nel rendere NITIDE le immagini che si guardano a diverse distanze e quindi con quale grado di definizione. Per lo svolgimento di questo esame viene utilizzato un diagramma con lettere e numeri disposte su diverse righe con caratteri di differente dimensione che valuta l’acuità visiva anche a più distanza.

TEST DALTONISMO

Durante l’esame oculistico completo viene spesso effettuato questo test in grado di rivelare se il paziente ha problemi nella visione dei colori. Nello spettro del visibile distinguiamo 7 colori principali, ognuno con una determinata lunghezza d’onda: violetto, indaco, blu, verde, giallo, arancio, rosso. L’uomo è in grado di individuare per essi 150 tonalità differenti. Questo test è un insieme di tavole composte da immagini di piccoli cerchi di colore differente ma con la medesima luminosità. Durante il test il paziente deve riconoscere l’immagine (di solito sono numeri) contenuta su queste tavole e che risultano evidenti a chi possiede un normale senso cromatico ma difficili o impossibili da riconoscere per chi non vede bene i colori.

TEST DI COPERTURA

Tale esame consiste nel coprire fisicamente un occhio e chiedere al soggetto di fissare, con l’occhio scoperto, un oggetto ad una certa distanza in una prima valutazione e poi ad una distanza più ravvicinata in seconda valutazione. Lo scopo di questo esame è quello di valutare eventuali movimenti dell’occhio coperto nel momento in cui viene chiesto al paziente di togliere la copertura dallo stesso. Possiamo riscontrare 3 casi:

  • Equilibrio Oculare: l’occhio coperto, quando si scopre non presenta movimenti
  • Deviazione Exoforica: l’occhio che viene scoperto devia verso il naso, e ciò significa che quando era coperto deviava lateralmente.
  • Deviazione Esoforica: al contrario l’occhio presenta un movimento verso le tempie in una deviazione mediale.

TEST DI MOBILITA’ OCULARE

E’ molto importante per valutare il corretto funzionamento degli occhi in modo sincrono e determina la capacità degli occhi di seguire un oggetto in movimento. Il test dei movimenti oculari regolari utilizza un oggetto (di solito una luce) da seguire con lo sguardo mentre la testa rimane ferma. Il test dei movimenti oculari rapidi invece misura la vergenza e cioè la capacità dei due occhi di convergere verso il naso per la visualizzazione di un oggetto posto vicino e di divergere verso un oggetto situato più lontano.  

TEST DI STEREOPSI

Riconosce la percezione della profondità e la tridimensionalità degli oggetti. Normalmente il paziente indossa un comune paio di occhiali “3D” e deve riconoscere su delle tavole che rappresentano 4 cerchi quale tra di essi risulta essere più vicino.  

RETINOSCOPIA

Test (statico o dinamico) che misura il potere rifrattivo dell’occhio interpretando il riflesso della luce sulla retina per rilevare eventuali fallimenti di messa a fuoco. In una camera con poca luce viene chiesto al paziente di concentrarsi su un determinato oggetto a distanza. Nel contempo l’oculista attraverso una luce riflessa negli occhi valuterà il potere delle lenti necessarie per correggere la vista.

TEST DI RIFRAZIONE

Questo test determina il livello di ipermetropia, astigmatismo e presbiopia. Inoltre permette al medico di definire la potenza dell’obiettivo finale per gli occhiali che si dovranno indossare. Al giorno d’oggi esistono anche altri test che permettono di determinare in minore tempo e automaticamente che tipo di lente sarà necessaria al paziente. Stiamo parlando di autorefrattometri e aberrometri che velocizzano il lavoro del medico e aiutano con quei pazienti che possono riscontrare delle difficoltà nello svolgimento del test di rifrazione (per esempio i bambini). 

ESAME CON LAMPADA A FESSURA

Serve per esaminare tutta la struttura dell’occhio, sia quelle anteriori come palpebre, cornea, congiuntiva e iride, sia quelle più interne come la retina e il nervo ottico grazie all’utilizzo di diverse lenti. Grazie a questo esame si possono individuare molte condizioni o malattie oculari quali cataratta, degenerazione maculare, ulcere corneali e retinopatia diabetica.  

TEST DEL GLAUCOMA

Questo esame determina la pressione oculare. Una modalità è la seguente: la testa del paziente viene stabilizzata e mentre egli fissa una luce all’interno della macchina si emetterà un piccolo soffio di aria sull’occhio esaminato (tonometro a soffio). In base alla resistenza dell’occhio allo sbuffo la macchina calcola la pressione oculare. Si può calcolare questo dato anche con il tonometro ad applanazione (con contatto diretto), il paziente in questo caso assume un collirio anestetico topico oppure con un tonometro a rimbalzo. Se la pressione intraoculare è troppo elevata le strutture interne dell’occhio si possono danneggiare portando addirittura alla cecità. 

TEST DEL FONDO OCULARE

L’oculista si avvale di un collirio che dilata notevolmente le pupille del paziente per permettere una migliore visione della parte interna e posteriore dell’occhio che viene esaminato con uno strumento ottico apposito. Di solito questo esame permette di evidenziare diverse patologie tra cui maculopatie, patologie vascolari retiniche, distacco di vitreo, emorragia vitreale etc.

TEST DEL CAMPO VISIVO

Serve per verificare l’eventuale presenza di punti ciechi nel campo visivo del paziente di solito presenti nella visuale periferica o laterale, che a volte sono conseguenza derivanti da ictus o tumore. Tale test prevede che il paziente fissi un punto centrale e segnali premendo un pulsante la presenza di stimoli luminosi generati dalla macchina nello spazio davanti a sè. 

La salute dei nostri occhi è importantissima. Da sola la vista raccoglie più dell’80% degli stimoli derivanti dall’ambiente circostante e ci permette quindi di rilevare opportunità, ostacoli e pericoli. Mantenere la nostra capacità visiva perfetta ci aiuta a vivere meglio, ecco perché è importante eseguire regolarmente i controlli oculistici a partire proprio dalla tenera età e nella quotidianità è importante mantenere uno stile di vita sano e attivo, grazie anche ad una alimentazione bilanciata e ricca di vitamine (per una lettura spiritosa consigliamo il nostro blog “Cibo per gli occhi”). 

Jean Paul Gaultier disse: “Apri gli occhi e trova la bellezza dove normalmente non ti aspetti”. Facciamolo tutti, facciamolo sempre.

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